VALPARAISO

 

Martedì 17 Agosto – Anita

Siamo arrivati a Valpo nel tardo pomeriggio di ieri, la tratta Calama-Santiago l’abbiamo fatta viaggiando con tale Luis Jara che a quanto pare qui in Cile è una star della televisione poi dall’aeroporto di Santiago servono ancora un paio d’ore di comodo autobus.

Valparaiso è una città dichiarata patrimonio culturale dell’umanità, il bed&breakfast Anita - sul Cerro Alegre - è una casa dell’800 bella, ben tenuta e caratteristica. Favolosa la vista dall’alto sul porto e su tutta la baia. Forse è la sistemazione migliore di tutta la vacanza. Anita e la sua governante Sonia sono due anziane signore simpatiche e gioviali, la colazione è ottima abbondante e servita elegantemente.

Valpo è un po’ come Napoli: bellissima e in alcuni quartieri - specialmente al porto di notte - un po’ pericolosa. Decidiamo di cenare vicino, ci prendiamo un “ascensores” (funicolare) e andiamo al Bar Inglès.

Parola del giorno: Entonces (Allora), intercalare molto utile nella conversazione

Piatto del giorno: Corvina all’Inglès. Un piatto di pesce con contorno che oltre ad essere gustoso è moooolto abbondante e ad un prezzo, come sempre, estremamente contenuto.

 

Mercoledì 18 Agosto – Valpo & Vina

Valpo è il nomignolo di Valparaiso mentre Vina è quello della vicinissima Vina del Mar.

Valpo è fantastica, stamattina abbiamo passeggiato sul Cerro Alegre e sul Cerro Conception e ci siamo soffermati a chiaccherare con la gente del posto. In particolare ricordo la signora con progenie basco-italiane arenti che mentre scopava la strada davanti casa si lamentava delle cartacce che lasciano i giovani ed i turisti. “Quando c’era lui” (Pinochet) allora si che le cose andavano come dovevano andare. Nonostante ciò era molto simpatica.

Il Bar Lavanderia ha una simpatica insegna fatta riciclando un cestello di lavatrice (cfr foto Ale), al Bar Vinilo c’è un 33 giri di Raffaella Carrà (foto Ale). Li ho cercato di piazzare Ale come cuoca di ristorante italiano.

Nel pomeriggio abbiamo visitato Vina: per i cileni è la città-giardino, per noi è carina ma è una qualsiasi località di vileggiatura tipo Florida o Gatteo a Mare.

Per muoversi in Cile ci sono una miriade di mezzi pubblici: bus, minibus, taxi collectivos e taxi normali. Noi li abbiamo provati praticamente tutti. Il costo è sempre molto basso, i mezzi non sono tecnologicamente d’avanguardia e tutti sono accomunati da conducenti emuli di Barrichello però nel traffico caotico di tipo sudamericano.

La sera abbiamo cenato al Filou de Montpellier (uno pseudo ristorante francese non male) con JuanLuis e Pena (prn. “Pegna”), una coppia di giovani spagnoli che condividono con noi il B&B Anita. Lui è un ingegnere informatico, lei un peperino con cui Ale si intende a meraviglia tanto che – pur trovandola simpaticissima – per me è quasi un sollievo quando la cena finisce perché le due mi stavano mettendo in mezzo di brutto.

Piatto del giorno: la colazione di Anita

Parola del giorno: Arriba (Su), spesso usata nel prendere gli ascensores o salire sui cerros.

 

Giovedì 19 Agosto – Inti! Inti! Inti!

La giornata è dedicata al pellegrinaggio alla casa di Neruda di Isla Negra.

La casa-museo è senza dubbio interessante e Neruda resta una personalità affascinante però adesso vorrei fare presente un paio di cosette riguardo al sommo poeta.

Prima di tutto mi resta il dubbio su come conciliasse il suo comunismo sbandierato per tutto il mondo con il godimento di ben 3 case nel solo Cile, ognuna delle quali pur non essendo pacchianamente sfarzosa è nettamente al di sopra delle possibilità del cileno medio (ma anche alto se è per questo).

Poi sarebbe piaciuto che gli psicanalizzassero questa mania del collezionamento. Neruda collezionava di tutto: polene, conchiglie, insetti, maschere, navi in bottiglia, foto di scrittori, ecc ecc ecc. Mania di possedere il mondo? Nelle sue poesie Neruda era “Essere” ma sottosotto non è che fosse segretamente un “Avere”?

Infine questa faccenda del “marinaio di terra”. Il Nostro amava il mare, lo ha sempre dichiarato e le sue case lo testimoniano chiaramente... ma non è mai stato seriamente un vero marinaio, su una barca o una nave. Oh Neruda, o sei un marinaio o stai a terra... Lasciamo che le case siano case e le barche barche.

Non vorrei sembrarvi cattivo (al limite un po’ geloso), trovo Neruda un personaggio affascinante, le sue poesie sono bellissime solo che in questo pellegrinaggio con santificazione non posso trattenermi dallo smontarlo un po’. Magari non è nemmeno colpa sua, magari sono le guide che come dice Ale probabilmente forzano toni e colori.

Per l’ultima serata riesco a convincere Ale – non senza qualche difficoltà – ad andare al concerto degli Inti Illimani che questa sera sono al Teatro Municipal di Valparaiso. Una volta iniziata la musica non è difficile neanche per Ale lasciarsi andare: gli Inti (*vedi nota) sono bravissimi e, dopo tre settimane in Cile, la loro musica ha un sapore speciale. Il concerto ci è piaciuto moltissimo, tra le altre hanno eseguito anche “Buonanotte fiorellino”, omaggio all’Italia che li ha ospitati negli anni dell’esilio ed al loro amico De Gregori.

E con questa buonanotte finisce in pratica anche la nostra vacanza.

Domani affronteremo un viaggio di quasi 36 ore a base di ascensores, minibus, tourbus, voi intercontinentali, lufthanse, malpense express e taxi che ci riporteranno sulla terra, a Milano.

 

* Nota sugli Inti Illimani. Oggi sono un po’ come i Nomadi: un paio di componenti storici più una serie di giovani sostituti; i fans sono un misto di giovanissimi di sinistra ed anziani supporter della prima or 

Parola del giorno: Parada (Fermata). Tra ieri, oggi e domani di fermate di bus ne abbiamo viste e ne vedremo parecchie. “Pare” è anche quello che trovate scritto sui cartelli al posto di “Stop”.

Piatto del giorno: Corvina alla plancha, ottimo pesce alla piastra al ristorante di Casa Neruda.

 

Ecco tutto.

Ho finito!

E’ stata una vacanza magnifica, memorabile, splendida. E l’averla vissuta con Ale l’ha davvero resa unica. Avrei potuto scrivere dieci volte tanto per raccontarvi tutto quello che abbiamo visto, vissuto, provato ma in fondo il resto è giusto che non vada al pubblico e rimanga nei nostri e nei miei ricordi.

Vi voglio bene!

Ti voglio bene!

Fa

 

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