REPORT VIAGGIO IN CILE 2004
Cari malati di Movidas ecco – a puntate – la mia parte di racconto sul nostro viaggio in Cile: un po’ diario di viaggio ed un po’ corso di spagnolo (pardòn, castigliano!); un po’ guida turistica ed un po’ corso di cucina ispano-americana ma soprattutto una finestra aperta su come una coppia in vacanza può vedere cose diverse pur visitando gli stessi posti. Ovviamente, per dare più gusto al racconto ho liberamente “forzato” alcune parti (tanto passano al vaglio di Gagna-webmaster prima della pubblicazione). Siete pronti? Allora “abbrociate i vostri cinturòn” che se parte!
Domenica 1 Agosto – Il Viaggio (con la V maiuscola)
Ale teme l’aereo… lo sapevo ma non immaginavo così tanto. Ogni decollo e soprattutto ogni atterraggio sono fonte di sofferenza. Mi dispiace molto perché in questa vacanza (che ha organizzato lei) prenderemo ben 12 voli di cui 2 intercontinentali!. Alla partenza mi sembra davvero di cattivo umore, a me i voli non danno fastidio ma di riflesso mi imbroncio anch’io. Modalità di manifestazione del malumore della vostra fidanza negli aeroporti e nelle loro prossimità (lista non esaustiva): cercare di comprare le sigarette al duty free in aree dove il duty free non c’è; ripetuta necessità di recarsi in bagno ad intervalli ristretti e preferibilmente con il volo in corso di imbarco; spiccato interesse per sculture di “Lego” nei corridoi a volo già chiamato; ricerca spasmodica di aree-fumatori ad ogni fermata; scelta immediata della coda più lenta nella dogana di entrata; abuso di bancomat ed infine necessità assoluta ed immediata di cellulare tri-band appena sbarcati in Cile (che ci spingerà nel tugurio di un gentilissimo mezzo-spacciatore di cellulari usati che alla fine ci incula mollandoci un telefonino che funziona solo per un pomeriggio durante il quale peraltro sputtana per sempre la simcard di Ale che ora è senza telefono anche in Italia).
La ciliegina sulla torta però ce l’ha messa la Lufthansa che ci ha fatto viaggiare lontani per tutto l’intercontinentale Frankfurt - Buenos Aires – Santiago del Cile e devo ammettere che qui ho dato di matto e di maleducato io. Per fortuna Ale ha provveduto a farmi ritornare sulla terra, ci compensiamo bene...
Io il castigliano proprio non lo ha mai studiato quindi ho cercato di arrangiarmi come fanno tutti gli italiani… un po’ di spagnolo letto su Tex Willer, un po’ di Teo Teocoli, un sostanzioso ricorso ad un finto dialetto veneto e tanta faccia di chiulo.
Imparatelo con me! Ecco per voi ogni giorno due chicche per accrescere la vostra conoscenza della lingua e civiltà ispano-americana: la parola del giorno ed il piatto del giorno.
Parola del giorno di oggi è Chile (significa “Cile”… meglio cominciare dalle parole facili). Come ci ha spiegato il buon don Ramon Molina di Caulin (più avanti vi racconterò di lui) non c’entra niente con il peperoncino piccante ma è bensì il nome di un fiore che cresceva – per l’appunto - in Cile. Quando gli Spagnoli sono arrivati in sudamerica gli Inca definivano con questo nome tutta la zona a sud dell’Aconcagua, poi – per estensione – questo è diventato il nome dello stato.
Piatto del giorno: mi verrebbe da dire nessuno… Lufthansa è una linea aerea molto affidabile ma non spicca ne’ per la cortesia delle hostess ne’ per la qualità dei pasti di bordo. Vabbè, per non lasciarvi a bocca asciutta vi cito il Dulce de Leche, praticamente un caramello realizzato facendo cuocere il latte due milioni di volte. Una volta si faceva in casa e ci volevano giorni, ora si trova bello pronto al supermercato. L’ho comprato come regalo per mio padre che – come previsto – lo ha liquidato con un “E’ come la caramella mou ma più tanto” e poi si è lanciato in una crociata contro la nutella rea di non contenere cioccolato vero.
Nei prossimi giorni ci faremo un giro per Santiago e vi parlerò del nostro albergo.
Lunedì 2 Agosto – L’hotel City, o meglio, l’ hotel “Gotham City”
Il mio amico Misci non ha il PC quindi non so se leggerà mai queste note di viaggio, comunque espressamente dedicato a lui (ed a tutti i maschietti che leggono): “Misci, qui in Cile assolutamente non c’è figa”.
Ma passiamo alla nostra prima giornata in Cile.
Santiago è in una conca di merda appena sotto le ande. Qui d’inverno (ed ora nell’emisfero australe siamo in pieno inverno) fa sempre freddo, è nuvoloso e c’è nebbia.
In Italia c’erano 30 gradi: chi me l’ha fatto fare?
Santiago: io la trovo una città bruttina e l’hotel dove siamo la riassume benissimo.
E’ l’hotel City – che Ale con l’acume suo solito ribattezza prontamente “Gotham City” (non trovo espressione migliore per darvene l’idea). E’ centrale, è stato costruito 42 anni fa (e presumibilmente mai ristrutturato). Nei caloriferi probabilmente c’è ancora l’acqua originale visto che stentano a funzionare e quando il cameriere sale ed apre la valvola di sfiato esce aria per almeno dieci minuti… Poi però partono e non abbiamo più problemi, sarà l’unico hotel con il riscaldamento di tutta la nostra vancaza quindi in un certo senso sono un po’ grato all’hotel City.
Per ogni altra cosa ve lo sconsiglio (particolarmente sconsigliata la colazione, se proprio siete degli sconsiderati e ci volete andare allora almeno prendetevi solo il pernottamento).
Pranziamo al Bar Nacional 1 su uno dei paseo pedonal in centro e ceniamo al Galindo, al barrio Bellavista. Sono entrambi posti onesti dove si spende poco e si mangia molto (e tutto sommato anche bene). Il Galindo è pure carino, ci sono alcuni quadri di pittori contemporanei cileni che mi piacciono molto, ci faccio quasi un pensierino ma poi lascio perdere per non sembrare il solito turistone “uè, s’el custa”.
Parola del giorno: Piso (Piano) ci metto parecchio a capire che il cameriere del Nacional1 non vuole farci vedere i genitali ma portarci al piano superiore.
Piatto del giorno: Cazeula de Ave, praticamente un battuto di pollo in brodo che poi mangi il pollo e lasci il brodo. Detto così non sembra ma è buono (ed è tanto).
Martedì 3 Agosto – Mariscos & Mariachi
Ci siamo messi di buzzo buono, Lonely Planet alla mano ed abbiamo visitato diversi posti di discreto interesse. Dopo il due-di-picche al Museo Interactivo (“Esta cerrado”) che ci ha portato via l’intera mattinata ci siamo fatti in un colpo solo il Museo Solidariedad della Fondazione Allende (una raccolta di opere regalate da artisti contemporanei per supportare la causa cilena più una sala che presenta le condizioni raccapriccianti di campi di concentramento del dittatore Pinochet) e la Chascona (una delle tre case di Pablo Neruda, in particolare questa è lo scannatoio nel quale s’incontrava segretamente con la sua amante. E’ una casa costruita sul concetto di barca, bassa e con i soffitti curvi, divertente, rappresenta bene il suo “mondo” ed il suo modo di intendere la vita. Ale sicuramente vi dirà di più visto che Neruda è il suo poeta preferito.
Il Mercado Central è un posto da visitare, sembra un po’ un suk arabo o la Vucciria di Palermo e nel padiglione del mercato del pesce c’è una chicca: il ristorante Donde Augusto dove – ad un prezzo francamente caro per la media cilena – abbiamo pranzato a base di mariscos (frutti di mare) ed al suono di un simpatico gruppo di mariachi tutti oversize (il loro problema principale era riuscire a far passare tra i tavoli la loro imponente stazza).
A cena invece siamo stati nel lussuosissimo Aqui Esta Coco, uno dei ristoranti preferiti da Pinochet per par condicio dopo il ristorante di sinistra di ieri sera. Si mangia pesce, di buona qualità ed a prezzi simili a quelli italiani (quindi estremamente costoso per i cileni).
Una citazione finale per la metropolitana di Santiago: è di un ordine e di una pulizia che non potete nemmeno immaginarvi; personalmente non ho visto una carta, seppure piccola, in terra e c’è pieno di inservienti che lavano i pavimenti a qualsiasi ora.
Piatto del giorno: Centolla (in inglese Spider Crab) da Aqui Esta Coco. Un granchio gigante talmente gigante che non ce la facevamo a finirlo.
Parola del giorno: Lluvia (Pioggia), al secondo giorno pensavo ancora fosse una perturbazione passeggera. In realtà ci accompagnerà per tutta la vacanza, compreso nel deserto di Atacama.
Mercoledì 4 Agosto – Museo Precolombino e poi ciao-ciao Santiago
La giornata è scandita del volo del pomeriggio per l’isola di Pasqua quindi, dopo la solita colazione scrausa dell’hotel City, ci limitiamo ad una visita mattutina al Museo delle civiltà Precolombine che sta sul marciapiede di fronte (tanto piove ancora!).
Sorpresa: scopriamo il museo più interessante di Santiago, davvero molto bello, pezzo forte la statuetta di un santone che fa la cacca dopo essersi fatto di cocaina.
Per pranzo decidiamo di tornare al Bar Nacional 1 dove bisso l’hamburger del primo giorno, poi taxi ed aereo per l’Isola di Pasqua.
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Isola di Pasqua Ale - Isola di Pasqua Ayeye
Patagonia Ale - Patagonia Ayeye
Deserto di Atacama Ale - Deserto di Atacama Ayeye