PASQUA 2004 - PROVENZA
Venerdì 9 Aprile 2004
Milano - Saint Tropez - Scicchissimi
Vorrei sottolineare che sono partita con LUI, LUI che non ha nome ma solo un soprannome, un alter ego letterario, Ayeye Brazov, che si è sempre rifiutato di farsi fotografare, ma meglio di un tabloid inglese ci sono riuscita... ecco a voi la SUA foto (prima che The Daily Mirror mi compri l'esclusiva)
Siamo partiti alle 8 da Milano, arrivando verso mezzogiorno a St Tropez. Il posto che abbiamo scelto, l'Hotel Mouillage (www.hotelmouillage.fr) è veramente favoloso. Ha tutte stanze a tema (un po' come il gugliel motel ma meno clandestino e senza vasca idromassaggio doppia), noi abbiamo scelto la stanza Antigua per evidenti motivi storici. Abbiamo passato in rassegna tutti i negozi del posto, abbiamo mangiato come i maiali al Le Gorille mentre io sbavavo per i Mangusta, e Ayeye per gli Swan. Alla sera abbiamo cenato in un altro posto mega: La Grange... a la Cittadelle, un po' defilato. Posto stupendo e grandissima sbornia.
Sabato 10 Aprile 2004
Saint Tropez - Fuorissimi
Oggi siamo stati alla spiaggia fichissima dove io ho iniziato e praticamente finito il mio nuovo meraviglioso libro del commissario Montalbano. C'era un po' di vento e un cane veramente simpatico: Gaetano detto Tano. Ovviamente tra me e Tano è stato amore a prima vista. Portarmi via dalla spiaggia e separarmi da lui è stata un'impresa.
Alla sera ci hanno raggiunto via mare i nostri amici, con i quali abbiamo condiviso un'ottima cena e un dopocena a base di bailey's e uovo di cioccolato.
In consesso abbiamo deciso che dopo aver smesso di fumare il Puma non ha più un punto vita: ha un punto nave.
Domenica 11 Aprile 2004
Saint Tropez - Cavalière - Le Lavandou - Brégançon - La Londe - Hyeres - Gémenos
Stamattina per festeggiare la Pasqua ci siamo messi al sole a comporre poesie di elevato contenuto e dalla metrica impeccabile
- "Se tu sodo vuoi l'ovetto
- puoi infilartelo nel retto"
- Ecco tosto l'agnellino
- che ti morde il pisellino
- quando passa la colomba
- se la prende e se la tromba
- Buona Pasqua a tutti quanti
- Dal didietro e dal davanti
- Per la Pasqua auguri a tutti
- con le renze e con i rutti."
Mi rendo conto che il distico (ottametro) può essere perfettibile, ma contiamo di sottoporre alcuni lavori all'editore Adelphi entro sei mesi/un anno.
Alla spiaggia Tahiti mi sono messa in testa di fare queste foto artistiche tipo Helmut Newton, ma proprio mentre ero alle prese con il pistolino della statua è passata una macchina con dentro Nesta, Zambrotta e Di Vaio. Spero che mi abbiano dedicato almeno un gol per il diversivo.
Dopo abbiamo fatto un bel giro della costa quasi fino a Tolone. Alcune zone (Cavaliere, Le Londe etc ect) sono molto costruite e male, mentre alcuni percorsi (Bregançon) ricordano molto il Chianti. Le vigne sono molto più basse, non so perché, sono alte al massimo trenta-quaranta centimetri.
Alla sera siamo arrivati nel paesello di Gémenos, dove c'è il nostro albergo, il Relais de la Magdeleine. In realtà a Gémenos non c'è nient'altro. Siamo usciti per andare a cena e siamo tornati a Canossa dopo un quarto d'ora (tempo necessario a girare in lungo e in largo il ridente borgo).
In compenso l'albergo è carino, talmente carino che Ayeye si è addormentato nella vasca e avevo paura che - uomo di mare com'è - annegasse a causa delle esalazioni del bagnoschiuma alla lavanda.
Lunedì 12 Aprile 2004
Gémenos - Auriol - Trets - Puylobier - Aix-en-Provence - Gémenos
Oggi abbiamo fatto credo mille chilometri. Abbiamo visitato una parte di Provenza che non immaginavo, con montagne molto nude, molto calcaree, di quel rosa caratteristico un po' polveroso di cui sono fatte tutte le case provenzali. La mitica lavanda l'abbiamo vista, ma senza fiori, perché fiorisce ad agosto/settembre. Abbiamo anche capito una triste verità: in Francia non mangiano. Per trovare un ristorante aperto (UNO) abbiamo girato due ore e alla fine siamo approdati in una sorta di agriturismo tristissimo con famigiluole rumorose e un cane praticamente centenario che girava per i tavoli. La cosa bella del posto è che guarnivano i piatti con palmette e foglioline di plastica. Una cosa veramente kitsch, altro che le lampade a forma di gondola o le palle con la neve o i nanetti in giardino. Io ovviamente me le sono portate via come souvenir.
Ho anche scoperto che esiste un paese che si chiama Auriol (Pron. Oriol...) esattamente come il paese dove lavoro!!
Nel pomeriggio siamo arrivati ad Aix-en-Provence: una città molto bella ma molto chiusa, nel senso che non c'era niente aperto, nemmeno il museo di Cezanne. In compenso abbiamo guardato tutte le fontane, che sono molte e molto belle: se ti scappa pipì ad Aix è un vero problema, soprattutto se è il giorno di Pasquetta e non c'è un bar aperto nel raggio di chilometri.
Ad Aix vogliono tutti molto bene a Cezanne, un po' come Simon Bolivar a Caracas, c'è la casa di Cezanne, il museo Cezanne, la via Cezanne, l'hotel Cezanne, e anche i tombini hanno scritto su Cezanne. Di tutte queste cose non ne abbiamo vista nemmeno una perché era appunto tutto chiuso. L'unica cosa aperta era la cattedrale, che da fuori è molto bella ma dentro c'era un concerto di musica classica e non si poteva entrare se non si pagavano 15 €. Noi chiaramente abbiamo deciso che potevamo ripassare più tardi.
In compenso a furia di fare la cretina come mio uso e consuetudine sono andata a sbattere contro questi deliziosi paletti verdi di ghisa suscitando l'ilarità generale.
Poi abbiamo scovato un posto meraviglioso dove vendevano solo caramelle, ma tante, ma tante!! Ne ho comprate quello che mi sembrava un campione rappresentativo: 56 €. Ayeye si è fatto beffe di me (che nel frattempo ero incazzata nera), ma intanto si è mangiato un chupa chupa grande come un melone.
Alla sera ho esagerato con il cioccolato, temo.
Martedì 13 Aprile 2004
Gémenos - Giens - Pierrefeu-du-var - Grasse - Culo della Multipla
Stamattina con dispiacere abbiamo lasciato il rutilante centro urbano di Gémenos, dirigendoci a sud, verso il mare. Abbiamo visitato la penisola di Giens, da cui si imbarca la gente per Porquerolles. E' carino, sembra un piccolo Argentario. Poi dato che a Porquerolles non possono circolare mezzi a motore ci va tutta la gente in bici. Carinissimo. Peccato che al ritorno abbiamo dovuto attraversare la città di Tolone, che oltre ad essere una delle più brutte città che io abbia mai visto (e sono stata a Port-au-Prince), è anche incasinatissima. Tre quarti d'ora per riuscire a riprendere l'autostrada. Unico punto divertente: a Tolone ai semafori non ti lavano i vetri, suonano la fisarmonica. E' sconcertante, ti suonano questo volume di fisarmonica dentro il finestrino, e a quel punto non puoi proprio non dargli dei soldi anche perché le mazurche ti mettono di buon umore.
Tornando verso l'Italia siamo passati da Grasse. Io avevo letto il Profumo di Suskind e mi aveva incuriosito, così ho rotto le balle fino a quando Ayeye ha messo la freccia e siamo saliti verso questo ridente paesaggio collinare. In realtà Grasse è carina ("anche se un po' marcia", come dice Ayeye), non è un posto tenuto benissimo, ci sono queste grandi fabbriche di profumi che ti fanno anche la visita gratuita, ma a noi non ci fregava niente e quindi non li abbiamo visitati. Anche a Grasse il problema è il tschraffico (come a Palermo e a Tolone), venti minuti per salire, venti per scendere. La popolazione è credo 80% extracomunitaria, ma non so spiegarmi il motivo, forse per la manodopera che in passato veniva utilizzata per la raccolta dei fiori.
Al ritorno abbiamo fatto una simpatica esperienza. Dalle parti di Albenga, in una galleria, non so perché la nostra macchina si è fatta un po' un lifting, diventando così
In pratica siamo andati nel culo di una multipla, che a sua volta è andata nel culo di un'Audi che a sua volta è andata nel culo di una Cherokee.
Io non ricordo molto, se non che sono arrivati subito due simpatici sbirri liguri (e anche un po' manzi, anche se questo è un dettaglio) e mi hanno messo nella loro macchina seduta dietro. Mentre andavamo verso l'uscita dell'autostrada pensavo:
- 1. Spero che adesso tirino fuori la sirena e vadano forte così provo l'ebbrezza
- 2. La gente che mi vede passare penserà che mi hanno arrestato
Dopo mezz'ora ho detto la prima parola (qualcosa di molto profondo del tipo "Dov'è il mio fidanzato?", o "Ho freddo"). Al che lo sbirro è andato da Ayeye che intanto stava compilando i CID e gli ha detto "è uscita dal guscio". Ayeye ha subito pensato che fosse un dato tecnico dell'automobile, " ma allora il danno è grave... se è uscita dal guscio...."
Subito dopo ci hanno portato in un'officina in un paesello dell'entroterra ligure, dove ho potuto apprezzare il gadget di sotto ritratto di proprietà del titolare dell'officina (volevo chiedergli se me lo vendeva ma poi ho pensato che preferivo mi vendesse la vespa primavera del 1969 che teneva nel retro)
Un simpatico tassista ci ha accompagnato a Genova per la modica cifra di 180 €. Il simpatico tassista probabilmente non ha abitualmente moltissimi clienti, perché ci ha subissato di chiacchiere tutto il tempo, e dato che per parlarci girava indietro la testa abbiamo rischiato altre due o tre centre.
Siamo arrivato a Milano a mezzanotte con una ford fiesta guidata da Ayeye in maniera molto prudente.
Per il seguito dovrete aspettare la prossima puntata....