PATAGONIA
9 Agosto - Rapa Nui - Santiago - Puerto Montt - 4600 Km
Siamo arrivati a Santiago e abbiamo fatto una corsa da centometristi per prendere il volo per il sud del Cile, Puerto Montt, dove siamo arrivati alle 20.30. Abbiamo contrattato l'affitto di una macchina con un ardimento degno delle profondità dei Campi Flegrei e siamo volati al nostro hotel. Abbiamo cenato al Porto dove ci sono alcuni ristoranti costruiti su palafitte di legno. Abbiamo pagato circa 10 € in due, ma in compenso il posto è tremendamente malfamato.
10 Agosto - Isla Grande Chiloè.
Stamattina abbiamo preso uno sgarrupatissimo traghetto per Chiloè, una grande isola ricca di fiordi e isolette, un luogo di grandi tradizioni, leggende e cultura. A Chiloè è nato e cresciuto Francisco Coloane, autore di Tierra del Fuego, Capo Horn, Los Conquistadores de la Antàrtida e altre belle favole delle fredde terre del Cile meridionale.
A Chiloè tutte le case sono costruite in legno o lamiera, la gente vive con allevamento e pesca e grazie a un turismo abbastanza povero. Tutta l'isola è disseminata di piccole chiese costruite interamente in legno, che sono state dichiarate dall'Unesco patrimonio culturale dell'umanità. L'isola è stata colpita duramente dal terremoto del 1960 che ha avuto il suo epicentro al largo di Valdivia: la gente è corsa in mare con le barche per salvarsi, ma dopo qualche ora è arrivato un tremendo tsunami che li ha travolti e che ha distrutto praticamente tutta la costa regalando al mare una ventina di metri di litorale.
Siamo andati immediatamente a visitare la Pinguinera Puñihuil, una riserva naturale mantenuta dalla Fondazione Otway, di origine tedesca, per salvaguardare i pinguini, i leoni marini e altre specie marine antartiche. La Fondazione era chiusa, ma c'erano dei pescatori lungo la spiaggia che ci hanno risposto "Pescadores, siempre abiertos" (mitici!) e ci hanno portato con le barchette a vedere i pinguini e i leoni di mare. Il proprietario della barchetta, Pancho, un ometto con grande ventrazza che non poteva chiamarsi in nessun altro nome ci ha anche presi in spalla per portarci sulla barca perché non avevamo gli stivali. Ayeye ha vissuto il trasporto via Pancho in maniera abbastanza traumatica.
Dopo la visita alla Pinguinera siamo andati a sud, a Castro, la capitale dell'isola, che in realtà è un paesino abbastanza piccolo, ma sicuramente molto caratteristico. Gran parte delle case sulla costa sono costruite su palafitte che con l'alta marea consentono l'approdo delle barche.
Il nostro albergo, l'Hostal Unicorno Azul, è una bizzarra costruzione in legno dipinta di rosa con camere belle e - meno male - anche il riscaldamento. Io e Fausto ci siamo attaccati alla televisione con grande gioia e abbiamo visto "il Gladiador".
I prezzi a Chiloè sono incredibilmente bassi.
11 Agosto - Isla Quinchao - Chonchi
Oggi siamo andati a visitare i paesini della costa, abbiamo preso anche un traghettino ancora più scrauso di quello di ieri e siamo andati sull'isla Quinchao, dove ci sono due paesi, Curaco de Vélez e Chacao. A Curaco de Vélez non c'era in giro un'anima viva quindi ce ne siamo andati subito, mentre a Chacao c'era un piccolo porto con un piccolo mercatino
Al ritorno abbiamo visto il leoni di mare gironzolare attorno al traghetto. Molti traghetti trasportano salmone (la pesca del salmone qui è un'attività fondamentale ) e si vede che ai leoni di mare el salmon gli gusta mucho.
Nel pomeriggio abbiamo visitato un altro paesino, Chonchi, dove però non c'era molto se non un porto abbastanza attivo. La marea era bassa, e molte barche rimanevano in secca, ma questo per i chiloesi va benissimo perché ne approfittano per dare una pulita agli scafi.
Alla sera abbiamo mangiato un piatto tipico chiloese, il Curanto. Una cosa da svenire, è una sorta di impepata di cozze con anche dei grandi vongoloni e altri frutti di mare e ancora maiale affumicato, pollo e una specie di pagnotta di farina di patate e mais. E' buonissima, ma poi è meglio andare a farsi una bella passeggiatina per evitare una notte di incubi.
12 Agosto - Caulìn - Ancud
Oggi siamo tornati verso nord, e abbiamo visitato un piccolo paese, Caulìn. A Caulìn vivono i cigni dal collo nero, una specie rara, e pescano le ostriche.
(il sacho è l'ancora usata dai chiloesi, praticamente un sasso in una gabbietta di legno)
Siamo andati a pranzo in un ristorante, Ostras Caulin (per arrivare abbiamo dovuto passare con la macchina sulla spiaggia, un'esperienza inquietante), dove
1. Abbiamo mangiato ostriche buonissime come antipasto primo e secondo spendendo 15 € in due
2. Abbiamo fatto la conoscenza del proprietario, il Signor Ramòn Molina, il quale ci ha intrattenuti per un paio d'ore raccontandoci delle cose molto interessanti.
Chiloè dopo la conquista da parte degli spagnoli era chiamata Nueva Galizia, ma gli abitanti dell'isola sono molto orgogliosi della propria indipendenza, per cui hanno mantenuto parte della loro lingua e dei loro nomi. Chiloè deriva da Chille (Gabbiano) e -ue, desinenza che indica un luogo, quindi, luogo dei gabbiani. Caulin invece deriva da Cau-cau, una specie di grande gabbiano, e da "lin" che significa collina. Quindi, collina dei gabbiani. La parola Mapuche (il nome degli indios) deriva da "mapu" (terra), e "che" (persona), quindi persone della terra. La parola chile invece deriva dal nome di un fiore, il Chilli (non da peperoncino come molti pensano guardandone la forma).
Chiloè è ricca di leggende, come il trauco, una sorta di gnomo cattivo che va in giro a trombarsi le donne, la Pincoya, una dea che vive tra le onde ed è propizia per la pesca, oppure il Caleuche, un vascello fantasma che rende pazzi quelli che vogliono raggiungerlo. E ancora, il tentenvilu e il caucauvilu, i due serpenti del bene e del male che lottano tra di loro per l'eternità. Dopo Padre Pablo il Señor Ramon con la sua lezione di antropologia è stato sicuramente l'incontro più fico.
Nel pomeriggio siamo andati ad Ancud, all'hotel Balai, un posto rustico ma pieno di cose carine in legno. Se devo dire la verità pioveva a dirotto e io non avevo nessuna voglia di andare in giro per Ancud, così me ne sono andata a nanna e ho fatto un bel sonnellino. Quindi in pratica di Ancud non ho visto niente ma chissenefrega. Al risveglio dal sonnellino abbiamo avuto una simpatica sorpresa: pioveva in camera. Siamo andati dalla ragazza della reception la quale con una mentalità problem solving eccezionale ha spostato il letto e ha messo per terra un vaso. Poi ha sentito che la goccia nel vaso faceva rumore quindi ha tolto il vaso, ha messo in terra un asciugamano e se n'è andata.
13 Agosto Chiloè - Puerto Montt - Calama - San Pedro De Atacama - 2100 Km
Stamattina siamo partiti da Ancud e siamo tornati a Puerto Montt, dove due aerei ci hanno portato a Calama, nel deserto di Atacama.
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