PANAMA'
24 Dicembre 2006
Siamo partiti alle 10 con volo Alitalia alla volta di Miami. A Miami abbiamo scoperto di essere in tempo a prendere il volo AA per Panama city delle 17.30, ma dopo avere corso un'ora intera con i bagagli sul groppone abbiamo capito che era tardi e che non ce la facevamo. Quindi abbiamo fatto cena e notte di natale al Motel Salaminchia Miami Airport che sembrava uno di quei posti sgrausi americani tipo dove trovano i cadaveri in CSI.
25 Dicembre 2006
Stamattina siamo volati a Panama City. E' proprio un posto fico. Peccato che essendo Natale e non essendo Panama un posto turistico non c'è niente di aperto. Panama è sempre stata una zona strategicamente importante, anche prima del canale. Grazie alla sua conformazione a istmo era comunque luogo di passaggio tra i due oceani e tra nord e sud america. Inizialmente territorio colombiano, se ne affranca quando i francesi prima, e gli americani poi, iniziano a pensare al canale. Inizialmente sono stati i francesi, la stessa compagnia che realizzò nel 1850-60 il canale di Suez. Il primo francese - il visconte de Lesseps - viene tuttora considerato un benefattore, in realtà era un lestofante abbastanza attaccato al danaro e pure un po' incapace, visto che i tentativi iniziali di costruzione del canale sono finiti a schifìo. Più di 20.000 operai morirono per malaria e febbre gialla, fino a quando il visconte finisce i soldi e prevedendo la galera saluta tutti e se ne va. Successivamente viene bonificata la zona dalle zanzare, e dal 1904 al 1914 gli americani portano a termine la costruzione del canale. Dopo cotanto investimento gli americani occupano la zona del canale e una buona metà di Panama City fino al 1979, quando la presidentessa Torrijos e Jimmy Carter firmano un trattato pacifico con il quale gli americani si impegnano a lasciare la zona del canale in cambio di una partecipazione minoritaria alla compagnia che lo gestisce.
La risultante di quanto premesso è un paese relativamente benestante, in confronto alla vicina Colombia un paradiso. Anche a Panama esiste povertà e abbandono, ma per essere un paese di 3 milioni di abitanti composto da quasi tutta jungla, non se la passa per niente male.
La città di Panama è ha una parte che sembra Miami, grattacieli e tutto il resto, e una parte seicentesca quasi totalmente ristrutturata: è una città bellissima.
Dopo preso possesso della nostra stanza al B&B La Estancia, nel Cerro Ancòn, una zona molto carina, una specie di colle che quando c'erano gli americani era sede delle residenze degli alti ufficiali e dei diplomatici. Fuori dal balcone ci sono le scimmie.
Peccato però che essendo Natale e non essendo Panama un posto turistico non c'è niente di aperto. Alla fine andiamo a pranzo sulla "Causeway", un terrapieno che unisce tre isolette e ospita alcuni centri commerciali e una stazione radar.
26 Dicembre
Stamattina siamo andati a visitare la parte vecchia della città... il Casco Viejo. E' una zona bellissima, coloniale francese (ci hanno spiegato che il coloniale francese è diverso dal coloniale spagnolo, caso mai ci fosse venuto un dubbio), ricca di chiese, ristoranti, musei e localini. Ha conosciuto alcuni momenti di decadenza, ma ora è stato ristrutturato quasi tutto, e gli appartamenti del casco viejo ormai costano come a Brera. Pare che sia stato in passato un luogo potenzialmente pericoloso, ma dato che nessuno ci ha scippato non ne abbiamo conferma.
C'è anche un bel giardino alberato che poi ho saputo che si chiama "besodromo" perché la gente viene a limonare tra le fresche frasche di sera.
Nel pomeriggio siamo andati a trovare Rrroberto, Panameño che vive a Madrid. E' il decimo componente della nostra truppa, e si presenta assai bene.
Roberto si rivelerà una persona gradevolissima e un ottimo compagno di viaggio. Ci ha scarrozzato per tutta la città facendoci vedere tutti i nuovi progetti immobiliari: tra 5 anni Panama sarà la nuova Miami, in un solo isolato sorgeranno 3 grattacieli di 100 piani. Oltre ad essere la zona del canale, Panama è anche un paradiso fiscale e un'area sponsorizzata per americani in pensione. Molti stranieri stanno investendo, il paese è in crescita vertiginosa. Abbiamo preso un aperitivo al Casco Viejo, che ha automaticamente escluso la cena da tanto che abbiamo bevuto/mangiato.
27 Dicembre
Oggi Fausto è andato a fare 2 meeting con i distributori di SanPellegrino a Panama (uno - coincidenza - è il cognato di Roberto, anche se penso che la classe dirigente Panameña sia un po' come le famiglie reali europee del 1500 dove si sposavano tutti tra di loro). Io nel frattempo ho fatto shopping e mi sono comprata ben 3 paia di scarpe di Zara.
Alla sera ci ha raggiunto il resto del gruppo... ma dato che domani si parte all'alba destinazione Comarca di Kuna Yala ci siamo messi subito a nanna
28 Dicembre
Oggi ho avuto l'incontro con il mio acerrimo nemico... l'Avioncito.
Piuttosto sarei andata a piedi, ma purtroppo lì si arriva solo con l'avioncito.
La Comarca di Kuna Yala è una provincia autonoma dello stato di Panama. E' abitato dagli indios Kuna, un'etnia che vive ancora allo stato quasi primitivo, e che gode di una quasi totale autogestione. I tentativi di occidentalizzazione sono stati finora infruttuosi, i Panameñi hanno conquistato solo la possibilità di fare atterrare gli avionciti e qualche scarso commercio. L'area è composta da una lingua di terraferma (prevalentemente jungla impenetrabile nera brutta buia e piena di serpenti e altre cose velenose) e una serie di isolette coralline, l'archipelago de las San Blas, che si rivelerà essere il posto da favola che sognavamo. Anche il turismo non ha attecchito. I Kuna sono gelosi della loro terra e non vogliono il club med (come dare loro torto?), quindi l'unico modo di visitare la zona è in barca con qualcuno che conosce il posto, non ci sono nemmeno società di chartering o marine. Non ci sono nemmeno veri supermercati o bar o ristoranti, solo baracchette facenti funzione i bar o di bottega, e solo nei centri più grossi. Le forme di commercio più frequenti sono i kuna che con delle piroghe ondeggianti si affiancano alle barche proponendo frutta, pesce, molas, prostitute (che data l'estetica kuna non riscuotono molto successo)
Credevo che San Blas fosse simile a los Roques... invece è 1. molto più bello 2. molto più remoto e in un certo senso quasi disumano
I Kuna sono personaggi veramente particolari: amichevoli e gentili, si arrangiano come possono, vivono di pesca, di agricoltura e di scarsi commerci con Panama. Vendono cocchi e pesce, per questo non si possono raccogliere i cocchi sulle isolette e non si può fare immersione con le bombole. I Kuna vestono ancora con abiti tradizionali: le donne portano collanine ai polpacci e ai polsi, un pareo ascellare un po' orendo e sopra attaccato davanti e dietro un pannello di stoffe sovrapposte e ricamate, le "molas". Il disegno si vede sia dai ritagli nei diversi strati che dai ricami. Possono essere incredibilmente belle.
Alcuni Kuna vanno a lavorare a Panama, tipicamente fanno i lavori più umili, alcuni studiano, comunque tutti poi tornano a casa. Accoppiarsi o sposarsi con un non-Kuna porta automaticamente all'esclusione dalla comunità.
I Kuna sono governati dal consiglio degli anziani, i Sahila. I Sahila imparano a memoria i canti tradizionali (nulla si tramanda per iscritto) delle lagne mortali in kuna antico su argomenti di grande attualità tipo i metodi per coltivare la Jucca e altre amenità simili. Di fatto decidono per gli altri. Tipicamente mandano le famiglie a turno per 2 o 3 mesi l'anno nelle isole più piccole, di modo che vengano sempre tenute bene e curate. Alla gente non piace, ma ci vanno lo stesso. Di fatto è uno stato socialista, anche se è talmente piccolo che tutto diventa molto più gestibile.
Gli unici non-Kuna nella zona sono persone che hanno mollato tutto e che con la barca sono venuti a fare il giro del mondo fermandosi per uno, due, sette anni alle San Blas. Gente che ha tagliato i ponti, gente paurosa e gente coraggiosa. La fauna è pertanto incredibilmente interessante.
Mentre Mister Avionsito sta per decollare, i piloti ci informano che torniamo indietro a causa di un guasto al flap. Quando usciamo dall'avionsito ci accorgiamo che tutte... dico, TUTTE le nostre valige sono rimaste su un simpatico carrettino seminascosto. Ci dicono candidamente che arriveranno "mañana", e noi ovviamente ci incazziamo come delle jene. E meno male che ce ne siamo accorti, altrimenti avremmo dovuto chiedere gli spazzolini da denti in prestito ai kuna. L'incidente termina con alcuni che si portano via qualcosa dalle borse e con altri che lasciano tutto nel carrettino. Io ho tentato la sortita "andiamo in jeep" ma trovare una jeep da 9 non era cosa quindi ho lasciato perdere.
Arriviamo al paesello (Narganà) senza troppi scossoni, e subito i nostri amici skipper, Carlo e Gino, ci prelevano di peso sul dinghy e ci depositano nelle rispettive barche: io Fausto Marco e Annalisa sulla barca con Carlino e la sua dolce Luisa, mentre Anna, Barbara, Linnea, Alessandro, Matteo e Roberto staranno sul grande catamarano di Gino con la sua fidanzata Aline.
Ci dirigiamo a Green Island. Meno male che mi sono portata un costume, vivrò praticamente solo con questo per 2 giorni. Green Island è una figata, ci facciamo subito un bel bagno e nel pomeriggio, già tutti rossi come aragoste decidiamo per una bella partitona a Trivial (Annina l'ha portato... è stata una grande trendsetter perché abbiamo disputato delle partite veramente all'ultimo sangue.
In barca viene anche a trovarci VENANCIO (pron. venansssio) che ci mostra le sue molas. Sono meravigliose, infatti ne compriamo praticamente una fornitura. Non costano poco, spendiamo circa 80 dollari, ma sono talmente belle, elaborate e delicate che non abbiamo dubbi che li valgano. Venancio è un po' il Giorgio Armani del Kuna Yala. E' assolutamente gay, ma pare che in questo tipo di società la discriminazione di tipo sessuale non esista.
In ogni caso, Venancio non è l'uomo più bello che mi sia stato dato conoscere.
Oggi iniziamo a conoscere anche i nostri amici skipper. Gino è di Montecatini... vendeva credo padelle, a un certo punto ha venduto padelle e tutto e si è comprato il catamarano (il "Carpe Diem") e si è messo ad andare in giro per il mondo. Nei suoi giri ha incontrato Aline, francese, che ha deciso di seguirlo. Carlino invece dopo la laurea invece di andare a lavorare in barca si è comprato la barca (Gilgamesh) e anche lui ha cominciato a girare il mondo. Carlino è alle San Blas da 7 anni, Luisa l'ha conosciuto qui e ha deciso che non le interessava più tornare indietro.
Tutti e 4 sono dei cuochi eccezionalmente bravi. Nel Kuna Yala reperire generi di prima necessità non è facilissimo, e loro si sono arrangiati: pescano con i fucili subacquei e cucinano tutto quello che c'è a disposizione in maniera meravigliosa e sempre diversa.
29 Dicembre - Green Island, Coco Bandero
Oggi ci separiamo. Il catamarano torna a Narganà per fare acqua (anche trovare acqua abbastanza un'impresa da queste parti) e per lasciare già Rrroberto (il quale ha passato due ottimi giorni con noi facendo casino a tutte le ore e dormendo in pozzetto con il Dik)
30 Dicembre - Coco Bandero
Oggi ci raggiungono i nostri amici. Sono un po' seccati perché hanno ormeggiato vicino alla discoteca di Narganà (credo sia un campo con uno stereo portatile grande come un frigorifero) e non hanno dormito tutta la notte a causa dell'unz unz fino alle 4 di notte e degli schiamazzi dei Kuna mbriaghi dalle 4 in poi (i Kuna, nonostante le apparenze rustiche, amano molto birre rhum e affini). Oltretutto sfiga vuole che siano riusciti a riempire di acqua solo mezzo serbatoio. Grazie al cielo gli amici ci portano anche le valige, e finalmente dopo 2 giorni posso cambiarmi il costume.
Comunque il posto comincia a piacerci tantissimo, e tutti i contrattempi passano in secondo piano.
Alla sera abbiamo inaugurato il famoso aperitivo danzante
31 Dicembre - Cayo Holandes
Cayo Holandes è il posto più spettacolare del Kuna Yala. Troviamo una ventina di barche ormeggiate: alla sera hanno portato su un'isoletta un generatore, uno stereo, quattro tavole e due lampadine, e hanno fatto una bella festa.
Abbiamo conosciuto persone interessantissime. Di turisti c'eravamo praticamente solo noi, il resto della comitiva era composto da errabondi, velisti, pensionati, marinai, fuggitivi, sognatori, filosofi, skipper, armatori e scazzati vari da tutte le parti del mondo. Abbiamo cantato canzoni inglesi, italiane, spagnole, c'era un inglese ciccione, una ragazza e un ragazzo che suonavano le chitarre (il ragazzo suonava bene ma cantava come se gli stessero limando un callo), poi hanno messo la musica e abbiamo ballato e brindato. L'organizzatore della festa si chiama Claudio, è di Cesena: 6 mesi l'anno fa il camionista a Cesena, e gli altri 6 mesi viene a San Blas. E' simpaticissimo e indossa una graziosa camicia con disegnati i cagnolini.
C'era anche un Kuna che all'inizio suonava i bonghi, poi si è ubriacato e non riusciva più a centrare il bongo con le mani. E continuava a dirci "Tu? Italiano? Io Kuna, de Kuna Yala!" nel caso non avessimo capito.
E' stato un capodanno diverso dagli altri, un capodanno unico.
1 Gennaio - Cajo Holandes
Oggi ci siamo goduti questo paradiso terrestre. Siamo scesi su un'isoletta dove c'è un villaggio Kuna abitato a rotazione da alcune famiglie.
Alla sera abbiamo dato inizio ad una tremenda tradizione: il TRIVIAL giocato UOMINI contro DONNE. Un massacro. Gli animi si sono scaldati tantissimo, anche se alle mani non siamo mai arrivati io ho pensato seriamente al divorzio.
In realtà ci siamo divertiti tantissimo anche a litigare. Peccato che i maschi vincevano sempre perché sapevano tutte le domande di sport (tutte! anche cose del tipo chi è il più grande cestista cinese, oppure il centometrista keniota detto "il limone" a causa della sua placca dentale)
2 Gennaio - Rio Sidra Cayo Limon
Oggi siamo andati a fare acqua a Rio Sidra, un villaggio un po' più grande.
Abbiamo avuto un culo pazzesco: a Rio Sidra si stava tenendo una delle feste più scic della comunità Kuna: la pubertà di una ragazza. Praticamente quando a una ragazza vengono le prime mestruazioni tutto il villaggio si veste a festa e si ubriacano e fumano canne tutti quanti per due giorni. Noi siamo rimasti un po' meravigliati, ma in realtà facciamo un po' lo stesso, e non abbiamo nemmeno bisogno di aspettare le mestruazioni.
La loro bevanda tipica si chiama sciuscia (come il film di vittorio de sica ma senza l'accento, credo). E' una cosa fermentata ma la mia mente ne ha rimosso gli ingredienti. Viene bevuta in queste piccole zucche cave, le calabasas, e dato che le calabase sono tutte diverse se ti becchi la calabasa grande sono cazzi amari, perché avanzare la sciuscia è un'offesa mortale, come in italia dire figliodiputtanabbastardo. E dalla sciuscia al coma etilico passa poco: siamo entrati nel "bar" del paese, praticamente sembrava un sanatorio con tutta la gente sdraiata per terra.
Abbiamo conosciuto anche il/la più grande concorrente di Venanssssio, Lisa. Sempre uomo, ma si veste da donna. Anche le molas di Lisa sono bellissime.
Lisa nella foto è quello/a a destra (non è che l'altro soggetto della foto ispiri assoluta femminilità)
Alla sera abbiamo veleggiato verso cayo limon, di bolina stretta con 18/20 nodi. Una figata. Peccato che
3 Gennaio - Cayo Limon
Anche Cayo Limon è stupendo... gruppetto di isolette però abitate. Ci va di lusso, c'è anche il panettiere.
Le nostre sfide a Trivial proseguono. E noi donne perdiamo sempre
4 Gennaio - Porvenir, Cayo limon del oeste
Stamattina siamo andati in un'altra isola con il villaggetto, Porvenìr. Dovevamo andare a pranzo nel ristorante dell'ecoresort, ma il cuoco ci ha mandato via dicendo che non aveva niente. Mancava solo che sputasse per terra dicendo "luridi culi bianchi"
La scelta dell'ecoresort è alquanto discutibile: ci sono dei posti orrendi dove ti fanno dormire per terra, non c'è niente da mangiare e paghi 100 $ a notte. Non ci sono altre strutture ricettive perché i Kuna non accettano quelle costruite da altri (sono molto gelosi della loro indipendenza), e loro non sono capaci di gestirne di loro (vedi ecoresort). Quindi l'unica soluzione per le San Blas è la barca.
Alla sera siamo andati a Cayo Limon Oeste. Altro posto meraviglioso dove i maschi hanno consolidato la loro supremazia sulle femmine (segnatamente all'area di competenza del trivial)
5 Gennaio - Regreso
Oggi siamo tornati a Narganà: domani mattina partono tutti tranne me Fausto e Linnea-
Siamo un po' tristi, la vacanza è stata meravigliosa e oltre ogni aspettativa, e ci dispiace salutarci.
Oggi è anche il compleanno di Linnea, e alla sera andiamo a cena nell'unico ristorante di Narganà, lo chez nené o quasi. Allo Chez Nenè si trova o il pollo o il polpo. Non c'è variabilità nemmeno alfabetica. Però Aline e Luisa hanno fatto due torte, in barca, con mare e caldo porco. Sono state carine.
Sono certa che a Linnea il compleanno allo Chez Nenè rimarrà sempre nel cuore.
6 Gennaio - Vuelo
Stamattina sono andata all'aeroportino per accompagnare Barbara Anna Annalisa Marco Matteo e Alessandro.
Arriva l'avionsito e succedono due cose
1. arriva una signora che strillando e gesticolando ci informa che l'avionsito è rotto e che quindi non può ripartire con i nostri amici a bordo (i quali hanno la coincidenza tra 3 ore).
2. esce dalla cabina di pilotaggio il pilota di avionsiti più manzo della terra che somiglia a shevchenko.
Io rimango sconvolta per entrambe le cose e cerco di aggredire sheva ululando in italiano (lo spagnolo nei momenti di pathos tende ad abbandonarmi), e lui, nell'ordine:
- a) non mi tira la sberla che merito
- b) mi blandisce dicendo che sta arrivando un altro avionsito che da un'altra rotta farà una deviazione
L'avionsito di emergenza arriva e raccatta tutti i miei amici. Rimago due ore a salutarli con la mano, anche quando l'avionsito è già praticamente a Panama.
Dopo la partenza Gino si invola con la sua Aline, mentre Carlino e Luisa ci scorrazzano ancora un po'.
Durante il giorno vengono dei kuna a venderci una tartaruga: qui si mangia anche quella, non credo che ai kuna gliene freghi qualcosa del wwf. Però dato che frega a noi diamo loro 3 dollari e ridiamo la libertà alla povera bestia.
Alla sera ceniamo un po' tristi, anche per noi è arrivata la fine della nostra esperienza alle san blas.
7 Gennaio
Stamattina ho rivisto il mio acerrimo nemico avionsito, con la glaciale consapevolezza che su due volte due si è rotto qualche cosa. Però pilota ancora schevchenko quindi anche se non mi sento più tranquilla, ma almeno so che non è ubriaco.
Il volo è stato abbastanza shakerante. Fausto dice che non è stato male, io mi sentivo come dentro un minipimer.
Dopo con Fausto e Linnea siamo andati a vedere le Chiuse Miraflores. Le chiuse servono a fare superare alle navi il dislivello. Il canale ha 3 serie di chiuse, e un lago artificiale in mezzo (il lago gatùn) creato per agevolare il passaggio. Il lago è alimentato da fiumiciattoli e dalle piogge. Alcune stazioni idroelettriche garantiscono l'approvvigionamento energetico al canale.
E' interessante vedere passare le navi, peccato che ci mettono un'ora a fare tre metri. Vengono trainate con delle specie di trenini a cremagliera. Una nave impiega 24 ore a fare il canale, delle quali circa 14 di attesa e 10 di passaggio. Adesso è in progetto una terza serie di chiuse per barche più grandi.
Alla sera siamo andati a cena con Rrroberto e una sua simpatica amica Patricia
8 Gennaio 2007
Stamattina con Rrroberto e i suoi 3 figli di 5, 8 e 9 anni siamo partiti per Miami. I bimbi sono adorabili anche se si sono versati addosso l'impossibile. Abbiamo cercato di aiutare il povero Rrrroberto da solo con le tre piccole pesti, fino a quando a Miami noi siamo andati verso Alitalia e lui verso Iberia. Spero di rivederlo, è stato bello conoscerlo.
E' stato un viaggio fantastico, non c'è una cosa che non mi sia piaciuta. Spero che anche i miei compagni di viaggio la pensino così.
...E siamo comunque pronti ad una serata trivial appena arriviamo a Milano!!
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