MYSELF

Pensieri & parole in libertą

E' difficile trovare il tempo e le parole, dopo 20 anni che non tengo pił un diario, e allora meglio prendere parole di altri piuttosto che usare le mie quando non mi rispecchiano.

Come un brasato che ha bisogno della sua pentola e del suo vino rosso, anche i pensieri a volte hanno bisogno del proprio vino rosso.

A.

 

Credo al doppio suono del campanello del padrone di casa che vuole l'affitto ogni primo del mese; credo che ognuno di noi si meriterebbe di avere un padre e una madre che siano decenti con lui almeno finché non sta in piedi; credo che un'Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarą mai pił, ma non č detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa; credo che non sia tutto qua, perņ prima di credere in qualcos'altro bisogna fare i conti con quello che c'č qua, e allora mi sa che crederņ prima o poi in qualche Dio...

Radiofreccia -

Dicembre 2007

 

Quando la gente ti dirą che hai sbagliato... e avrai errori dappertutto dietro la schiena, fregatene. Ricordatene. Devi fregartene. Tutte le bocce di cristallo che hai rotto erano solo vita... non sono quelli gli errori... quella č vita... e la vita vera magari č proprio quella che si spacca, quella vita su cento che alla fine si spacca... io questo l'ho capito, il mondo č pieno di gente che gira in tasca con le sue piccole biglie di vetro... le sue piccole tristi biglie infrangibili... e allora tu non smetterla mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo... sono belle, a me č piaciuto guardarle, per tutto il tempo che ti sono stato vicino... ci si vede dentro tanta di quella roba... č una cosa che ti mette l'allegria addosso... non smetterla mai... e se un giorno scoppieranno, anche quella sarą vita, a modo suo... meravigliosa vita.

- Alessandro Baricco -

24 Gennaio 2008

 

Por detrįs de ti te busco.
No en tu espejo, non en tu letra,
ni en tu alma.
Detrįs, mįs allį.

Al di lą di te ti cerco.
Non nel tuo specchio
e nella tua scrittura,
nella tua anima nemmeno.
Di lą, pił oltre.

Pedro Salinas. Un pomeriggio di vento

 

Siamo stati naviganti
con l'acqua alla gola
e in tutto questo bell'andare
quello che ci consola
č che siamo stati lontani
e siamo stati anche bene
e siamo stati vicini
e siamo stati insieme.

Siamo stati contadini noi due
senza conoscere la terra
e piccoli soldati
senza amare la guerra,
ci hanno mandati lontano
senza spiegarci bene
e siamo stati male,
ma siamo ancora insieme.

Grandi corridori di corse in salita
che alzavano la testa dal manubrio
per vedere se fosse finita,
allenati alla corsa
allenati alla gara
e preparati a cadere
e a tutto quello che s'impara,
innamorati della sera
innamorati della luna
conoscitori della notte
senza averne paura,
innamorati di quel fiore
che non vuole mai dire:
ecco, č tutto finito
e bisogna partire.

Ma ora č il momento
di mettersi a dormire
lasciando scivolare il libro che
ci ha aiutati a capire
che basta un filo di vento
per venirci a guidare
perché siamo naviganti
senza navigare
mai.
 

Raffa, Luglio 2007 e altro