Cari amici,
vi mando il resoconto della nostra ultima avventura ai caraibi Mi è venuta lunghettissima, probabilmente alcuni di voi si annoieranno, perchè un sacco di spazio è dedicato alle persone che hanno contribuito a rendere questa vacanza specialissima però..... non posso non condividere con voi quest'ultima avventura!!!
Tanti baci Raffa
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OPERAZIONE ROTTI SU ANTIGUA Capodanno 2004 (Raffa)
Max Max Max a flottiglia flottiglia flottiglia flottiglia flottiglia flottiglia mi sentite cambio? Flottiglia flottiglia dovete velocizzarvi perché il ponte tra poco vi si chiude in faccia.
Max Max Max a flottiglia flottiglia flottiglia: ripeto dovete velocizzarvi….
Hmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm
Ma che succede? Cosa sono questi cacofonici suoni,
chi è che rompe i c****ioni?
Mi giro sull’altro fianco, è un incubo, non può essere vero….
All’improvviso un braccio mi propina una mazzata in piena fronte….. Apro gli occhi…. ma dove sono?
E chi è questo strafigo biondo che mi dorme al fianco???
E perché mi mena?
Ohhhhhhhh adesso ricordo….. sono in Guadalupa, è il 27 dicembre e stiamo facendo rotta su Antigua.
Ma perché sono qui?
Ricordo perfettamente che quest’anno mi ero ripromessa: basta vacanze da proletari in barche puzzolenti, basta questo umido soffocante caraibico che m’arriccia i capelli, poi ti devi mettere in costume - sbattimento - devi stare sempre incremata e poi che palle ‘ste barche che poi ci scivoli e poi con il sole il processo di decadimento dei tessuti è sempre piu’ terrificante…
noooo non se ne parla nemmeno, quest’anno Cortina o morte. Avevo già preparato le mie borse Luì Vitton con la cappelliera ghepardata che mi hanno regalato i miei al compleanno, oltre a 10 velette, una delle quali con un caimano impagliato sopra che davvero mi slanciava di brutto….…
che ci faccio qui???
Piano piano la mente comincia a ricordare.
Tutto è cominciato dopo il raduno del 2003.
In quella occasione il ns skipper era Cino, un uomo basso ma pieno di fascino che fa il modello per calvin kline.
Il fattaccio è successo il sabato sera della festa.
Alla proposta di tornare in fretta in porto per occupare le posizioni migliori, il buon Cino si scaraventava nella location più solitaria del molo di porto venere e solo dopo un ammutinamento dell’equipaggio acconsentiva a spostarsi fronte cessi e spazza affinché noi, il suo adorato equipaggio, potessimo raggiungere la pista da ballo in scioltezza.
Preoccupata contatto il Puma e gli segnalo una possibile eccessiva tendenza all’isolamento di Cino.
COME PUO’ uno skipper del velamare, educato alle flottiglie nytec, essere solitario?
nooooooooooooo non va bene cosi’……
Contattiamo con una telefonata anonima il solito comitato etico del velamare.
Cominciava quindi la solita trafila con il comitato che chiedeva al puma di organizzare una nuova missione educativa.
Dopo l’operazione
Come ti svergino il TONE (sottotitolo: in senso velico, anche se... c'e' qualcuno che ha mai baciato il tone??), io e il Puma veniamo quindi prescelti per una nuova missione estrema:
Velamare featuring Mondovela,
Raffa featuring Puma
Il fondo sociale europeo sezione psichiatrica per la riabilitazione e la conversione professionale di modelli in disuso è lieta di presentare:
L’educazione flottigliale del CINO
E voi vi direte: potevate farlo in Sardegna…
naaaaaaaaaa troppo comodo,.
anche quest’anno, generosi come sempre, abbiamo deciso di abbandonare le rotte battute dai piu’ e di affrontare un viaggio borderline nel mar dei Caraibi, e per rendere ancora piu’ utile la missione abbiamo deciso di provare per voi il CATAMARANO.
eccovi quindi il resoconto della nostra ultima fatica.
Per educare Cino alla flottiglia e alla gioia della compagnia, organizziamo con il Puma una mini flottiglia con Mondovela, in modo che Cino non subodori nemmeno lontanamente (quanto mi è segugioooooooooooo) lo zampino del comitato etico del velamare.
Prima di entrare nel merito delle strategie utilizzate, vi presento brevemente i cospiratori.
Paragrafo 1. LE PERSONE
Il mio catamarano:
Laura (detta Wonder Woman, una skipper velamare con super poteri che mentre tu fai uno sbadiglio ha già costruito un gps con le sue mani. Unico problema: i suoi superpoteri assorbono talmente tanta energia che dopo mezz’ora di esercizio lei stramazza in una branda e non dà segni di vita per circa 6 ore consecutive. Secondo problema: un’ipercinesi da manuale, che andava costantemente alimentata: abbiamo passato la vacanza a scassare pezzi, perché lei potesse aggiustarli.
A questa donna potete toccare e togliere tutto, ma non il suo attac, dal quale non si separa mai. Il Puma in uno slancio altruistico ha anche fatto la retro travolgendo il tender di un francese l’ultimo giorno. Purtroppo la riparazione andava effettuata sulla terraferma location dove wonder perde tutti i sui superpoteri diventando completamente discinetica a meno che non indossi delle scarpe a punta color fucsia, (e quindi il tender ci è rimasto sul groppone).
Durante la vacanza Wonder ha sviluppato una relazione intima con l’ancora verso la quale manifestava un’attrazione morbosa, recandosi a trovarla anche di notte con la sua wonder-pila
(cfr. “C’è qualcuno sulla rete” di Laura, “La donna con la pila” di Chiarina e Matteo in International review of Timing, “Chi è che rompe a quest’ora?” di Orlando e Nathalie).
Questa passione si è anche concretizzata un giorno quando lei si è tuffata sopra l’ancora ed è tornata con il costume a brandelli e la p*****a al vento.
Si vocifera inoltre a proposito di un utilizzo improprio dei tasti up and down dell’ancora da parte del Puma (vedi “Sex with a Finger” di Puma, in “Oltre l’astinenza: tecniche moderne di sesso sicuro”, Cap. 2. “Ancora e ferraglie”, ed. Paoline).
Ale: una ragazza supertatuata che ha dato del filo da torcere al Puma essendo capace di ruttare a comando in modo veramente incredibile (vedi “Tu sei l’unica donna per me” di Puma, ed. Dilloconunrutto). L’Ale, assegnata al Puma da Mondovela come benefit – hoover, lavapiatti ariston e dj - è una cuoca magistrale, anche se non sa mischiare la pasta (quindi noi abbiamo mangiato sempre pasta in bianco e di secondo il sugo). L’unico problema è che nessun altro è mai riuscito ad avvicinarsi al fornello. Infatti quando tentavi di cucinare qualche cosa tu, lei ti guardava controllando cosa stavi facendo e intervenendo con ironici commenti sulle tue capacità culinarie (si rammenta al proposito un corpo a corpo che per poco non sfociava in una rissa tra lei e mascarpone latino (vedi sotto) a proposito di come si fa la pasta con le aragoste).
Quando viaggi con una cuoca di questo livello, inoltre, devi assolutamente evitare di aprire il frigo e prenderti qualcosa da mangiare, perché potresti sottrarre alla cuoca un ingrediente fondamentale. Una volta Orlando (soggetto che comparirà in seguito) ha rubato un pezzo di formaggio e ci ha creato davvero dei seri problemi (cfr. “E adesso come mettiamo nei fagottini di pasta sfoglia? I drammi VERI del capodanno”, di Alessandra, ed. VLV, vivi e lascia vivere).
Inoltre l’Ale è un’esperta di tutte le malattie mondiali. Conosce tutti i nomi scientifici delle malattie e conosce tutti i principi attivi contenuti in ogni medicina. E’ anche un’esperta in autodiagnosi (cfr. “Come diagnosticare la tonsillite unilaterale” di Alessandra G, in Ipocondria, 38(2), pp. 145-198).
L’unico problema è che a volte l’iper-specializzazione la manda in confusione. Ad esempio, se deve mettersi il cerotto contro il mal di mare se lo mette sul fondo schiena perché il principio attivo viene assorbito per contatto e solo quando comincia a vomitare selvaggiamente si decide, anche se dal punto di vista medico la cosa non ha senso, a metterlo dietro l’orecchio (sempre a proposito del cerotto si veda “Non ti vedo e non ti sento: le conseguenze del cerottino: la angiolafogolitrite acuta” di Ale e Sara cap 3 in SOFFROCOMESOFFRO collana I Perché del CEROTTO, ed. Non_vomito).
Un’altra caratteristica fondamentale dell’Ale è che riesce a telefonare in qualunque parte del mondo, trasformandosi, all’occorrenza in un ripetitore satellitare. E’ riuscita a far funzionare il dualband anche a Barbuda dove teoricamente avrebbe dovuto funzionare solo il trialbend (si veda al proposito “Ciao Mamma, come hai fatto a chiamarmi? Pronto.. Pronto….” di Mastrociulo).
A parte queste qualità, l’Ale è anche donna di profonda cultura generale. Grazie a lei abbiamo imparato un sacco di cose
(“Il problema delle scale ordinali nella misurazione della customer satisfaction. La scala mercazzi” in Measure - Evaluation, 2003, 12(4), pp. 10-59, e “La legge della tega: alcune considerazioni conclusive” di Alessandra G. ed. PURA).
Siamo stati benissimo con lei, tranne quando le abbiamo rovinato i fagottini di capodanno.
L’unico neo è che con lei impossibile non fare gaffe.
Es. 1.
Raffa: “Piove, c’è un tempo di meeeeeeeeeeeerda ma chi se ne frega, sto talmente bene che starei bene anche a Casalpusterlengo” Ale “Cara, non voglio metterti in imbarazzo ma i miei prozii sono originari di Casalpusterlengo”
Es. 2
Dona e Raffa “Tizio e Caio sono proprio dei c*****i, ci stanno troppo sul c****” Ale: “Care non vorrei mettervi in imbarazzo ma ho appena stretto una sincera amicizia con loro, quindi gradirei che non ne parlaste male”
Es. 3
Mascarpone “Gli avvocati sono tutti delle t*********e di c**********o, ladri farabutti” Ale: “Caro, non vorrei metterti in imbarazzo, ma mio nonno è un avvocato e preferirei che non estendessi all’intera categoria una considerazione legata ad alcune singole eccezioni” Mascarpone “Scusami Ale, hai ragione, però con tutto il rispetto gli avvocati sono TUTTI dei gran F****I di P****A” Ale “Caro, stanno per girarmi i c***************IIIIIIIIII!!! Ti ho detto che mio nonno è un avvocato e gradirei che evitassi di associare alla sua persona queste espressioni triviali” Mascarpone “Ale, non è niente di personale, Dona, tu sei avvocato e non ti sei offesa, no? Perché lo SANNO TUTTI CHE GLI AVVOCATI SONO TUTTI ****________________” (conversazione interrotta per sopravvenuto svenimento causato da corpo contundente incidentalmente in collisione con la testa di mascarpone)
Chiarina una trappoletta di parma molto carina. Praticamente questa donnina tutta pepe è il clone della Dona, ha tutti i vestiti uguali a quelli della Dona, le piace tutto quello che piace alla Dona. Lei e la Dona formavano il combinè della vacanza … Quando la vedi ti sembra una santa, invece era la donna pervert del nostro equipaggio. E’ specializzata in entrate acrobatiche dal tambuccio di notte e in salti mortali. Pensate che dormiva con Andrea, un figone biondo con i capelli lunghi fino al sedere e con un petto enorme, che ti sembrava un mantice. Purtroppo il terzo giorno la Chiarina ha aperto il tambuccio si è lanciata in cabina sinuosamente, ha messo il piede sui preziosi di Andrea che
1) ha perso tutti i capelli diventando pelato. X fortuna che a Formentera si era comprato una papalina e quindi faceva comunque la sua porca figura
2) ha tirato un respiro troppo forte e si è gonfiato tantissimo, rimanendo un figaccione ma un po’ gonfio.
Soprannome del nostro: Mastro(non)chulo.
Diciamo che all’inizio la storia della caduta dei capelli l’aveva presa abbastanza bene, ma poi quando qualcuno ha tirato fuori il gioca juè di cecchettone lui, alla chiamata “CAPELLI” si passava sorridendo entrambe le mani sulla testa e, constatata con rinnovato stupore la pelata, scoppiava in un pianto sconsolato.
Tuttavia le recenti alterazioni fisiche subite a causa della Chiarina non hanno minato la buona considerazione che il nostro ha di sé. Sempre disponibile ad offrirsi (diciamo pure ad autocandidarsi) come soggetto delle foto di chiunque. Sempre disponibile a timonare, soprattutto quando c’era in giro una macchina fotografica. Sempre allegro, sempre saltellante sulla rete del catamarano (cfr. “Pur di usarla… Il contrappasso del succedaneo stretto” e “Non dico trom****ci ma almeno saltarci” di Mastrociulo). Non dovete pensare che Mastrochulo sia poco intraprendente, anzi….. il suo unico problema è che si addormenta in continuazione anche mentre sta broccolando. Questo accade soprattutto se partecipa a qualche canna party e purtroppo nel nostro equipaggio ce ne sono stati molti. Confesso che l’ho tacchinato con tutto l’ardore che mi è stato possibile, ma lui mi ha schifata proprio, probabilmente perché insieme non entravamo in cabina. Comunque, è un uomo molto delicato, che ha un modo tutto suo di farti capire le cose.
Ad esempio, se ti sta usando come sofà, e ti dice con tenerezza “Sdraiati tu adesso”, non devi fare l’errore di pensare che voglia che tu riesca a recuperare la circolazione degli arti inferiori, ma sta semplicemente indicandoti qual è la posizione che più gli aggrada per riposare meglio sempre su di te (si veda “Ciò le vene varicose” di Raffa ed. Pulsar).
Andrea T. si è presentato all’aeroporto completamente griffettato Mascalzone Latino, è stato soprannominato nel seguito Mascarpone Latino per una certa morbidezza nelle forme. Attenzione, il nostro in realtà è campione mondiale di spinning di aerobica, di ciclismo di motociclismo, di motodacqua (io ho provato l’ebbrezza di andare con lui sulla moto d’acqua, è stato bellissimo, peccato che quando sono scesa camminavo come giecson), di parapendio, di deltaplano, fa parte di una squadra di vela. Il problema è che praticamente ormai è tutto scassato. Sembra l’uomo bionico, dove lo tocchi e tocchi invece di osso trovi plastica. Durante la vacanza ha subito una metamorfosi inesorabile trasformandosi in un pescatore siculo, tipo santuzzo delle panarelle. La situazione è degenerata quando ha comprato le aragoste per il nostro equipaggio.
Mascarpone Latino nel catamarano non si trovava molto a suo agio, cioè sì gli piaceva però ogni volta che vedeva una barca a vela, soprattutto quella di Cino, aveva delle reazioni fisiche piuttosto preoccupanti (“Bello il catamarano, peròrragazzzi quando vedo una barcavvvela piegata mi viene d****o così” di Mascarpone, ed. Bonjour finesse).
Mascarpone è un vero signore, l'unico problema è che non devi farlo arrabbiare perché se si arrabbia le conseguenze possono essere disastrose (cfr. "Due mani in tasca e una craniata sul naso", cap. 3. "Mascarpone", in L'arte di farsi rispettare di Sciopenauer).
Orlando: quest’anno abbiamo avuto la fortuna di avere con noi anche un vips, un notissimo volto televisivo (cfr. “L’importanza di chiamarsi Mister Geox” di Orlando, oppure “Accattati sto gggggioco”, di Giorgio Mastrota, edito da Master Publitalia in telecomunicazioni). In realtà Orlando è venuto in vacanza con noi con una telecamera perché doveva semplicemente fare una ripresa caraibica con lui mentre diceva “Italia uuuuuuuuuuuuuunooooooooooo”. Tanto che c’era, gli avevano chiesto di pubblicizzare anche un costume a perizoma verde acido di nuova fabbricazione che si può anche mangiare.
Il problema è che lui pur essendo un figone spaziale, è in fondo un ragazzo timido, quindi non ha mai avuto il coraggio di togliersi dei mutandoni amaranto davvero inch***vabili che ha sempre indossato per coprire, pudico, le sue grazie. Dobbiamo ammettere che Orlando fisicamente ha il suo perché, ma l’incantesimo si rompe quando parla. Pur vivendo in Belgio da 190 anni, infatti, il nostro, originario di Fooooooooooormia, ha mantenuto un accento misto romano-napoletano che davvero non se puo’ senti’
(cfr. “E’ O VER?” di Orlando, ed. Cantanapoli, oppure “Tu vuo’ fa’ l’amevican” sempre di Orlando in Nonsemprelerremosciaèunafigata).
Per accaparrarsi le notti con Orlando diciamo che c’è stata baruffa. Io sono stata premiata dal sorteggio, scatenando le ire di tutto il mio equipaggio. Purtroppo però in una notte di luna piena non ce l’ho più fatta e mi sono mangiata il suo costume, ma lui probabilmente se n’è accorto e quindi mi ha malmenata tutte le notti che abbiamo passato insieme. E dire che io mi ero cosi’ impegnata, gli tenevo la cabina ordinatissima, lui aveva un sacco di spazio per mettere la sua roba e inoltre cominciavano a germogliare sul nostro giaciglio muschi e licheni assortiti…. Perché io e Orlando, mentre gli altri boccheggiavano, stavamo sempre con i tambucci e gli oblo’ chiusi, tranne ovviamente durante la navigazione, momento da lui prediletto per arieggiare la cabina.
Eravamo gli unici ad avere la jacuzzi…
Padrone incontrastato (e incrostato) della barca il nostro mitico skipper. Il solito PUMA. Quest’anno il Puma mi era davvero stanco, anzi stanchissimo, (cfr. "Letargia Letargia canaglia" di Puma e AlBano). Le molte gare di rutti perse con l’Ale lo hanno inoltre debilitato fisicamente e psicologicamente (perché mentre il Puma fa rutti per cattiva digestione, che sono anche più brutti da sentire, l’Ale è in grado di modulare il rutto, e quindi il Puma ha quasi sempre perso la sfida). Figuratevi che è arrivato al punto da sfidare un bambino in una gara di rutti.
Max, uno skipper velamare in vacanza a barbuda con la famiglia, ci ha affidato il figlio per un nano-secondo; io da brava nurse, gli ho fatto visitare il catamarano, e gli ho offerto della cocazza. Mentre il bimbo rispondeva con ingenuità “no, non posso berla altrimenti rutto” dalle retrovie si è levato un rutto gigantesco del Puma!
Il bimbo è svenuto…
L'elevato livello di competizione che si è trovato a fronteggiare in barca, vista l'elevata percentuale di fighi, lo ha decisamente stremato. I primi giorni si è stancato moltissimo cercando di trovare delle strategie che potessero metterlo in buona luce davanti all'equipaggio. Ha timonato solo lui, ma mentre timonava nessuno lo guardava perchè eravamo tutte abbacinate da Mastrociulo, che si metteva sempre, apposta, in pieno sole, e ti faceva da specchietto accelera-abbronzatura, oltre al fatto che indossava questi pantaloncini azzurro mare che facevano pandan con il panorama e quindi non riuscivi davvero a distogliere lo sguardo da tanta grazia santantonio. Ad un certo punto il Puma è arrivato anche a mezzi estremi, scatenandosi in alcuni improbabili spogliarelli (cfr. "Le chiappe chiare: è sempre necessario mostrarle al mare?" di Ale).
Alla fine era completamente demotivato, non l'abbiamo mai visto cosi' provato. Siamo arrivati al punto che una sera in spiaggia durante l’aperitivo nessuno trovava più il Puma, e alla fine lo abbiamo stanato mentre guardava il tramonto con Marco Barbara….
La situazione è arrivata ad un punto tale che si vocifera che Milly Carlucci stia per inserire il Puma nella gara di solidarietà Teletromb. Anzi, se volete partecipare, mandatele un’email.
E da ultime, le vostre amichette, Raffa e Dona (si ringrazia Ale per la collaborazione, in particolare, tutte le espressioni forbite e le parole che non capite sono assolutamente sue)
La Dona: donna dal culo bestiale, non tanto in quanto proprietaria di un fondoschiena tipico delle specie non umane, ma in quanto proprietaria di un corpo magro unito a un davanzale di considerevoli dimensioni e composto da tessuti naturalmente organici.
E' arrivata in barca con una borsa piccolissima, verosimilmente del peso specifico simile a quello dei buchi neri, da cui sono usciti 32 costumi di cui uno con legate alcune catenelle di sgian pol gotiè, un vestito rosso di cinz con spacco con dietro scritto con gli svaroschi "Ciòilfisico", un paio di stivali da pescatore cavalli di gomma panterata con tacco in eternit, una giacchina di pelle con frappe nera con inserti violetti e per non provare nostalgia di Milano il kit "Coppola, il parrucchiere a casa tua" della Mattel.
La Dona quest'anno ha cuccato di brutto. Riceveva proposte, spesso oscene, da molti partecipanti all'operazione. Lei, pur felice, ha avuto un momento di cedimento psicologico, pensando che questo fossedovuto ad un suo atteggiamento errato. Solo a metà vacanza ci siamo rese conto che dalla sua cintura di conchigliette maldiviane che avrebbero dovuto formare la scritta "CHIAMAMI" erano saltate le due stanghette verticali della prima lettera emme. Resasi conto del problema, ha buttato la cinturina, io l'ho raccolta dalla spazzatura e l'ho indossata sempre, ma non è successo niente.
La Dona possiede elasticini per i capelli mutanti che si duplicano per mitosi come gli streptococchi. Non finiscono mai e cambiano colore.
Durante le burrasche non vomita, non si lamenta, non mostra freddo: si mette a prua a prendere il sole legandosi all'albero come giorg clunei nel film la tempesta perfetta, legge un libro e nel frattempo si fa un impacco al midollo e placenta.
La Dona è geneticamente modificata per la tintarella: infatti quando è uscita dall'aeroporto a Malpensae ha attraversato la strada la gente dalle macchine le metteva le monetine nel cappuccio della cerata dicendo "buona donna le mancherà la sua famiglia del burchina faso".
Dato che è un avvocato ruba dal frigo i preziosissimi ingredienti delle sfogliatine capodannesche dell'Ale, ma dato che l'Ale era a poppa che ruttava con il Puma non se n'è accorta e ha dato la colpa a Orly.
La Raffa: donna dall'umorismo pungente, ha causato un numero imprecisato di tentati suicidi nella flottiglia a causa delle sue gioiose battute. Mascarpone ha cercato di tagliarsi la giugulare appoggiandosi un'aragosta sul coppino, ma l'aragosta schifata ha preferito morire a sua volta gettandosi nel pentolone di acqua bollente. Il Puma ha reagito dormendo e sperando che il suo principe azzurro, Marco Barbara, arrivasse a svegliarlo con un bacio. Orlando faceva l’indifferente ma poi di notte la picchiava. In realtà la Raffa aveva un’attrazione anomala per Orlando, ma non per la sua bellezza, per la sua intelligenza. Anche Orlando ha avuto un minimo cedimento nei confronti della Raffa, sbaionettandosi tipo panino su di lei in una folle notte. Peccato che la Raffa abbia male interpretato questo gesto amoroso e gli abbia assestato nel sonno un colpo di karate.
In seguito, dato che Orlando di notte si posizionava sulla rete con le sue amanti, lei, mortalmente gelosa, si era trasformata in una specie di periscopio umano, emergendo notte tempo dal tambuccio della sua cabina per controllare cosa stesse facendo l’amato bene.
Di fronte ai continui tradimenti del giovane Orlando, la Raffa, il quarto giorno lo sbatteva fuori dalla cabina e si ricongiungeva finalmente alla Dona, attratta soprattutto dalla coperta muccata di quest’ultima.
L'importante per mantenere la sanità mentale con la Raffa è non darle mai assist, il che è impossibile perché essendo il suo QI molto più alto di tutti (insomma, ndr nota della raffa) - lei stessa l'ha dimostrato mediante un test Kruskal Wallis ANOVA on Ranks - ci sarà sempre una palombella che sfuggirà al controllo e che lei come del piero piazzerà in porta. E senza nemmeno avere studiato al cepu.
La Raffa è nota per il suo ordine metodico, da vera donna di matematica. Il letto della Raffa e Orly non era raggiungibile se non attraverso la spiaggia di Omaha dopo lo sbarco del 6 Giugno.
Ma non dobbiamo confonderci: Orly non ha mai aperto la sua borsa in tutto il tempo, infatti non si è mai tolto il costume verde commestibile (Alla fine della vacanza Orly non camminava: lo facevano i suoi vestiti per lui).
A volte la Raffa rimaneva in camicia da notte fino alle quattro del pomeriggio, ma non deve trarre in inganno l'ignaro spettatore: è che non riusciva a disfare i nodi autocompostisi nottetempo tra i vari indumenti.
Le condizioni del letto erano coerenti con il resto della stanza: avendo lasciato il tambuccio aperto durante un temporale il secondo giorno, il letto non si è più asciugato fino alla fine. Si sospetta che tuttora sia bagnato. Ciò ha provocato una crescita esponenziale di microorganismi patogeni e saprofiti (cfr. “Muschi e licheni ai caraibi: un esperimento sul campo”, di Raffa).
Pare che si sia autogenerata anche un'iguana che ha fatto amicizia con Tone. Poi anche lei si è suicidata dopo che Tone le ha dichiarato il suo amore.
La Raffa si acconcia in maniere bizzarre: i codini e le treccine sono il gold standard, ma è stata vista con il capello cotonato un po' afro come i Jackson Five, con la cresta verde da punkabbestia (poi wonder invidiosa gliel'ha fatta abbassare) e con i trucioli rasta come Walderrama il giocatore della Colombia di Italia 90. E' stata vista anche con la coda in cima alla testa, come le insegnanti di aerobica in videocassetta degli anni 80.
La Raffa ama la musica trash. Nel suo repertorio, oltre la Carrà, Pupo, Marcella Bella e Loredana Berté (grandi classici ormai inflazionati) sono presenti pezzi d'arte come Aurelio Fierro, la Milly' e il Festival di Piedigrotta
La Raffa danza moltissimo. Si vocifera che sia andata a scuola con Heather Parisi prima di Fantastico due. In effetti all’inizio ballava sempre con Matrociulo, che prima della perdita dei capelli assomigliava di brutto a Truciolo, famoso partner di Heather Parisi.
Oltre ad essere danzatrice eclettica, utilizza anche pezzi della barca come adiuvanti, lapdensa con le sartie, danza la morte del cigno con il boma come sbarra, e brecdensa sullo strallo.
Tutto l'equipaggio è invidioso della policromia della Raffa, ma soprattutto l'Ale che se la tira tanto che fa il CEO (ndr. Chief Executive Officer) ma si rende conto con dolore di essere molto meno intelligente. Le ha già chiesto ripetizioni ma la Raffa le ha alzato il dito medio. Per punizione l’Ale ha estratto da un vasetto 6000 zanzare e le ha aizzate contro la Raffa, la quale è tornata a Milano completamente deturpata (cfr. “Compro l’Off?” di Raffa e “Mavascema, figurati se ai carabi ci sono le zanzare” di Dona e “Orlando me lo metti dietro che non ce la faccio più” di Raffa, collana Parlavodell’off).
Ma passiamo agli altri equipaggi
Mao
(alcune informazioni sui membri di questo equipaggio sono state raccolte tramite interviste - testo virgolettato per evitare denunce a raffa).
Anche Mao quest’anno in catamarano insieme a noi!
“Mao STUBBING: grande captain, serio, sprezzante del pericolo, l'unico in grado di pelvicare e di timonare allo stesso momento! Dalle 17:00 alle 22:00 si esibiva, con molto alcool in corpo, in danze porno/pelviche soprattutto con la Stefi, in qualsiasi anfratto del catamarano, palpeggiando e tentando di slacciare con i denti il costume sempre della suddetta”
Anche quest’anno Mao sfodera il suo zoccolo duro di ragazze immagine che ci hanno come sempre surclassato a livello capelli:
dall’anno scorso Stefi, Tiziana e Paoletta. In realtà, per strappare la Stefi alla pensione Gianna di Ostia, dove è solita passare le festività natalizie e non, quest’anno c’è voluto del bello e del buono, ma alla fine l’amicizia con Mao ha avuto la meglio. L’abbiamo raccattata a Parigi perché ha dovuto affittare un elicottero personale per trasportare il suo bagaglio (infatti la Stefi aveva capito che si andava a sciarm e scic); poi però si è accorta che nella valigia aveva dimenticato un vestito di gallianoxdior e ha fatto un salto a Parigi a comperarne uno, quindi dato che era lì ha poi fatto il viaggio con noi. Resasi memorabile con la sua salita in catamarano con le scarpe swaroskate, ha avuto un unico momento di isteria quando ha scoperto che sulla barca non c’era posto per il suo barboncino nano.
In realtà aveva ragione, perché lei si era portata una borsa in cuoio del Tibet di Missoni per portarselo dietro anche durante i cocteils. Fortunatamente, anche il mio barboncino nano era momentaneamente in Guadalupa per uno stage di diego dalla palma sulle mesc canine e quindi entrambi sono stati lasciati all’Oasi del cane al clabmed della Guadalupa, dove sono stati poi recuperati da Puma e Mao che hanno infatti dovuto prolungare la vacanza a tale scopo.
Purtroppo, durante la prima traversata Mao, seccato perché il catamarano non si piegava, si è messo in falchetta sporgendosi e tenendo in mano il baule chiodato della Stefi… caduto!!!
Per fortuna, in navigazione la Stefi indossava un bikini di smalto rosso con profili di struzzo di gianfrancoferrrrrrrrrrè e sabot di pitone con rubini e smeraldi del Cashmir di sergiorossi, che si sono quindi salvati.
Stessa buona sorte è toccata al telo mare in spugna del Mar Rosso di Valentino su cui era momentaneamente adagiato lo splendido corpo. Anche per la notte, la situazione si è risolta perché abbandonata negligentemente sul letto della sua cabina era la vestaglia di renna canadese di Versace e, lanciate con perizia fuori dal tambuccio durante un gioco erotico con il pelvico, si ritrovavano infine anche le pantofoline di seta ambrata di D&G. Fortunatamente, durante il suddetto gioco erotico, il pelvico indossava una vestaglia zebrrrrrata con collo fucsia di marabù di Cavalli.
A parte alcuni zatteroni pitonati di Cavalli e un vestito in lamè con squame di alligatore incastonate su morbido letto di piume di struzzo che indossavo io in quel momento, del resto del meraviglioso guardaroba non è rimasto niente…. per tutta la vacanza ha quindi dovuto indossare dei camicioni multicolor comprati sempre alla pensione Gianna.
Per quanto riguarda Tiziana, detta Tizzi, ci dicono che, “calma in apparenza, quando coinvolta in giri di canna, mostrava la pantera che è in lei, con le sue culotte da notte, infastidiva pesantemente gli uomini del catamarano”. La Tizzi era una delle donne più fortunate della flottiglia perchè dormiva con Mao, uomo bramato da molte. Per diminuire il livello della competizione, propinava a chiunque salisse sul suo catamarano di notte spaghetti aglioeoglio che lei però non mangiava.
La Tizzi è stata anche una delle vittime-sofà di Mastrociulo, che come già accennato, non perdeva occasione per sdraiarsi su corpi femminili, anche di tutto rispetto, con l’unico intento di schiacciarsi un pisolino. Una delle prime sere ha provato la Tizzi, scambiandola per un materasso ad acqua, in quanto lo stomaco della povera gorgogliava. Non rendendosi conto di cosa stava accadendo, Mastrociulo ha sprimacciato la pancia della Tizzi scambiandola per un cuscino. La cosa ha avuto effetti devastanti (“Come far vomitare una donna” di Mastrociulo).
PAOLA: “cuoca provetta, anche con mare forza 120 e con un caldo assurdo, aveva la forza di cucinare patate, speck, panna, prosciutto, peperonata e cotechino con lenticchie naturalmente continuando a timonare!” Notata in alcuni interessanti balletti caraibici a capodanno.
Quanto a donne, quest’anno nell’equipaggio di Mao si registrano due interessanti new entries. La acidaEster la versione figa di Mafalda una donna con i capelli lunghi quasi come quelli della Stefi, ma mora (voluta da Mao per sentirsi un po’ come a Sanremo il Pippo Baudo della Guadalupa). Questa meravigliosa morettona si veste sempre come Eva chent (cfr. "Sarò il tuo diabolik" di Carlone), e ha l'unico difetto di non essere in grado di sorridere. In realtà lei è buonissima, però quando il catamarano di Mao si avvicinava e lei doveva lanciare una cima tutti scappavano, non si sa perché.
Poi c’era Sara, che però, a causa del cerottino contro il mal di mare per due giorni non vedeva e non sentiva.
A livello uomini anche Mao ha la sua da dire.
Ritroviamo quel gran pezzo di figliuolo di Max, che quest’anno ci ha deliziati tutti ballando Eminem ma che aveva qualche problema digestivo quando sentiva Raffaella Carrà e Pupo, e quindi è stato male quasi tutta la vacanza. Max, che è arrivato all'aeroporto con una valigia enorme, si cambiava ogni due minuti (almeno questo è quello che ci riferiscono), e si è portato un'intera collezione di camicie blu, che uscivano stirate dalla valigia anche l'ultimo giorno. Quest’anno Max era talmente figo che per evitare tentazioni il suo equipaggio ha votato all’unanimità di farlo dormire in pozzetto. Lui, per essere riammesso a dormire in catamarano sfoderava, per attenuare la prestanza, dei pantaloni di lino che membri del suo equipaggio hanno definito ASCELLARI e mocassini da pappone (anzi come dice il Pelvico "mocassine"). Tutto ciò non è servito e il nostro ha continuato a dormire nel pozzetto, subendo inoltre le indesiderate attenzioni di donne che trasbordavano da una barca all'altra.
Poi c’era Erbman. Di lui dicono “Hermann: proverbiale aplomb tedesco! Si dilettava, con il mare forza 120, ad affettare lo speck in striscioline microscopiche, il salame ( o meglio i 17 salami che avevamo a bordo), la mortazza e la coppa! Da ciò. è stato soprannominato: "Norcineria Da Hermann". Quando smetteva di affettare, si stordiva di canne e andava in giro dicendo a tutte quanto ci voleva bene!”
Giuseppe pelvico più che mai a parte alcuni rocamboleschi ruzzoloni poco pelvici nel nostro catamarano. Si deve a Giuseppe la versione erotica del gioco della bottiglia. L’unico problema è che per spiegare come funzionava questo mitico giocone ci voleva talmente tanto tempo che quando avevi capito l’ambaradan era ora di andare a letto. Su di lui abbiamo raccolto la seguente testimonianza: “IL PELVICO? Mangiava e vomitava (anche in porto), parlava spesso con metafore grammaticali alquanto oscure al resto dell'equipaggio. Noi, Matteo in particolare, cercavamo di capirlo, ma poi ci abbiamo rinunciato perchè, essendo in vacanza, volevamo rilassarci. Tentava abbordaggi pelvici con tutte le ragazze che gli capitavano a tiro, spesso anche con la randa”
New entry di qs anno: Matteo, uno dei pochi istruttori velamare che si mette i pantaloni non a pelo, ma cià pure lui sta fissa che deve andare scalzo dappertutto. Talmente deviato che ha buttato via una scarpa (ma alcuni sussurrano che l’abbia inghiottita per sbaglio la chiarina durante un’entrata di testa nel tambuccio) e quindi ce lo siamo dovuti riportare a milano in infradito.
Il catamarano di Nicola: un catamarano che portava una sfiga pazzesca.
Motivo principale la presenza di tal Marchino noto chiromante da strapazzo che la seconda sera mi ha letto le carte (cfr “Porti sfiga” di Raffa, cap. 2 “I tarocchi: l’appeso e la morte” in Mi dici qualcosa sull’amore?, “Fammi una domanda che ti dico sì o no” di Marchino, ed. giàchecisonomitocco).
Insomma, diciamo che questo catamarano era un po’ sfortunato. Se ti avvicinavi al catamarano di Nicola in manovra minimo minimo ti si aggrovigliava l’ancora sulla loro. Per contrastare il catamarano di Nicola, noi abbiamo dovuto crearci un parabordo gioca jue’ mobile perché davvero non sapevi mai cosa ti inventavano.
Figurati che dal catamarano di Nicola è scivolato autolesionandosi anche Carlone, l’uomo chiave dell’equipaggio di Cino. Per non dirti che quando ti facevi un bagno minimo minimo loro stavano sturando il cesso (si veda il paragrafo “C’è momento e momento”, del testo, fondamentale Noi i ragazzi dei velamare, ma anche “Perché sei bionda?” di Raffa e Dona e “Acque caraibiche di questo colore???” sempre di Raffa e Dona)
Oltre ai tre mitici catamarani ci sono delle barche
Cino: Cino praticamente all’inizio aveva una barca di sole donne, però poi è riuscito ad accaparrarsi l’uomo più figo della flottiglia, Cristiano 1, perché Cino è furbo: lui non segue nessuno, sono gli altri che seguono lui. Cristiano 1 è stato una pedina fondamentale per Cino, che anche questa volta si riconferma grande stratega. Figuratevi che il terzo giorno, quando si doveva decidere se andare o meno a Barbuda, le barche a vela non volevano/potevano partire e Cino aveva deciso che lui invece sarebbe partito. Per non andar via da solo, ha piazzato Cristiano 1 sullo specchio di prua, gli ha dato un flacone di sapone marino rubato al Puma (che infatti poi non si è più lavato) e gli ha intimato di stare li’ ad insaponarsi per una quarantina di minuti.
Le donne della flottiglia sono svenute; alcune hanno cominciato addirittura a rantolare.
Inutile dirvi che mentre si svolgeva il 50-esimo brain-BURNING degli istruttori i 3 catamarani guidati dalle donne hanno mollato l’ancora e si sono mossi all’inseguimento di Cino. (cfr. “Il Pifferaio magico” di Cino e Carlone). …
La scena della doccia ha scatenato una sportiva competitività tra equipaggi (“Mi farò una doccia” di Cristiano 1, ed. Maquanto6figoooooo? e “Io ci provo: mi farò una doccia” di Cristiano 2, ed. Chissenefrega e “Sorpresa: Mi farò una doccia” di Puma, ed. Noncicredo).
Anche io ho voluto provarci ma purtroppo, priva dello specchio di poppa non ho avuto altrettanto successo (cfr. “Tre gradini di culo: le insidie del catamarano” di Raffa e “Tum Tum Tum……? Non c’è lo spash!” di Mastrociulo)
Nella barca di Cino c’era anche Cristiano 2.
Questi è anche lui un figo paura, solo che all’inizio nessuno l’aveva mai visto essendo perennemente nascosto dietro un tele-obiettivo. Quando però si è presentato con un pantapareo a pelle tutte le donne ci hanno fatto un pensierino, ma hanno pianto disperate pensando che fosse fidanzato con Nathalie. Solo alla fine si scopriva, con un finale a sorpresa degno del migliore scecspir che i due in realtà erano fratelli.
Purtroppo per lui è capitato in barca con Cristiano 1, e la sua bellezza è stata quindi offuscata dal “Miracolo” (cfr. “Che sfiga” o “Ma proprio a me doveva capitare” di Cristiano 2).
Comunque, diciamo anche, a onor del vero, che Cristiano 2 non si è lasciato abbattere e ha accettato la competizione con spirito sportivo; i suoi tentativi stanno andando a buon fine, tanto che durante l’ultimo brain-FLYING degli istruttori, la Laura Strommer ha proposto di promuoverlo a Cristiano 1.5.
Nell’equipaggio di Cino, è fondamentale menzionare Carlone, un uomo tutto d’un pezzo nel senso che sembra ricavato ad accettate da un unico tronco di sequoia. Carlone è un uomo con un senso dell’umorismo paura, che capisce al volo tutte le battute (Carlone: “Ragazzi noi andiamo a prenotare un tavolo al blecgec, voi?” Raffa “No, noi l’abbiamo già prenotato via radio entrando in porto, a nome Puma” Carlone “Okay, allora ascolti vorremmo prenotare un tavolo da blecgec vicino a quello di Puma, PUMA, P U M A. …. Ma questi non capiscono veramente niente!!”).
Inoltre Carlone è un noto incursionista specializzato in discese acrobatiche dal tender all’approdo in spiaggia (cfr. “Non scendo, vacci tu” remake della canzone di Anna Oxa, presentato a Top of the Pops la settimana scorsa).
Un altro uomo della barca di Cino, dal nome non pervenuto, era il giovane esploratore Tobia, così soprannominato perché inseparabile dal suo zainetto e dalle sue scarpe da trekking.
Nella barca di Cino c’erano anche delle donne, ma Cino non le lasciava venire sul nostro catamarano e quindi noi non le abbiamo conosciute.
L’unica che è sfuggita al paterno controllo di Cino è Nathalie, che aveva un’attrazione anomala per la nostra rete, sia di giorno che di notte. Si era talmente invaghita della rete che aveva deciso di usucapirla.
Io e il Puma avremmo poi deciso di utilizzare questa sua debolezza per l’educazione alla flottiglia del Cino….
L’ultimo giorno, infatti, mentre tutti ci sollazzavamo in un porto bellissimo pieno di uccelli (cfr. Erano zanzare, di Raffa) per riposarci dalle fatiche del viaggio, Cino comunicava agli altri equipaggi la sua intenzione di partire. Io e il Puma abbiamo allora convinto Nathalie a far finta di scappare dal suo equipaggio gettando alcune cose in una borsa. Purtroppo, però, non ha funzionato. Cino è partito lo stesso, e Nathalie è rimasta a terra, senza nemmeno la cerata.
Per fortuna che la dottoressa Giò l’ha accolta sulla sua barca e lei è così riuscita a tornare con noi in Guadalupa.
Tone: ormai svezzato da noi in costa azzurra, tone ci riprova come dj, anzi no scusate come skipper. Abbiamo avuto qualche problema all’aeroporto, perché il suo equipaggio non lo trovava. Non sapendo l’inglese, infatti, Tone x fare il figo nelle email al suo equipaggio si è firmato T1, e quindi all’altoparlante dell’aeroporto continuavano a cercare tale “Tiuan” o “Tuan” o “Tiuno”. Ha inoltre fatto alcune scelte davvero opinabili nella scelta del look, propinandoci un costume giallo che quando lo vedevi ti si riproponeva qualunque cosa avessi mangiato (infatti nel suo equipaggio vomitavano tutti) (si veda “Toglitelo, no va beh fa niente” di Raffa).
Anche Tone voleva venire con il catamarano, ma invece il suo equipaggio ha optato per una barca. Diciamo che gli hanno propinato una carretta del mare recentemente finita nell’elenco svizzero delle linee da evitare.
Ma Tone non ha fatto un plisse’, si è rollato quello che si doveva rollare e con il consueto aplomb ha comunicato all’armatore che avrebbe dovuto fare alcuni acquisti per rendere la barca performante. Gli mancavano la drizza della randa, il buiolo, le scotte, la banana per imbananare l’albero, il tangone. Ma Tone che ancora non ci ha capito niente ha comprato nell’ordine un vibratore, una doccia portatile di quelle che si scaldano al sole, un gatto a nove code, la banana e un tanga ghepardato che però gli stava ancora peggio del costume giallo.
Dopo la prima traversata, ha sfoggiato il tanga e una componente del suo equipaggio è scappata a terra per procurarsi un aereo privato con cui fare ritorno a casa.
Nell’equipaggio di Tone, tanto per cambiare, è circolata poca saliva (per lo meno lui non è stato coinvolto).
Disperato, Tone ha cercato di limonare con la sua immagine nello specchio, e non traendone l'atteso godimento ha preso le braghette gialle ed ha cercato di formarne un cappio per impiccarsi al boma. Il suo equipaggio in realtà l'ha lasciato fare, ma poi le braghette orrende, ormai lise, si sono strappate in due sul cavallo e quindi suo malgrado è sopravvissuto. Mentre tutta la flottiglia innalzava un grido gioioso alla vista dell’orrenda mutanda dilaniata, Orlando, uomo buonissimo, passava 5 giorni a ricucirle pazientemente e quindi, purtroppo, chi va in barca con Tone le prossime volte è avvisato, ci sono ancora.
Attenzione: il velamare ha organizzato altre 6 barche ma affinchè Cino non se ne accorga viene ideato un furbissimo viaggio con partenza da Torino invece che da Milano, per evitare incontri in aeroporto (cfr. e.g. “Una sfida al teorema di Pitagora: le partenze intelligenti” di Marco Palminiello e RobertinodelVelamare, collana S.O.L.A., ed. Ciseiocifai).
Gli skipper
Lobster-Fajio sempre in combinè con Fausto, l’unico uomo che torna dai carabi con una bronchite cronica e bianco come un lenzuolo.
In questo equipaggio menzioniamo la sempre verde Tania-Dona che quest’anno fa le vacanze separata da giecson intento a fare caitserf a Santo Domingo con Paolino
Max Wolfe: equipaggio non rilevato, tranne Cristina miracolosamente comparsa come la madonna di megiugori l’ultimo giorno. Questo equipaggio, insieme a quello di Lobster, ce lo siamo giocato fin dal secondo giorno.
Arrivati a English Harbour (Antigua) bisognava andare a fare dogana e, nel frattempo, bisognava issare una bandiera gialla indicante “quarantena”. Quando Fausto si è recato a fare dogana, il suo aspetto malsano ha messo in subbuglio l’intero ufficio.
L’equipaggio veniva quindi trattenuto in loco anche il giorno dopo, mentre noi siamo andati via. Fausto è poi riuscito a scappare e a raggiungerci eludendo la stretta sorveglianza cui era stato sottoposto.
Noi, ovviamente, appena li abbiamo visti arrivare siamo scappati a Barbuda (in realtà inseguivamo Cristiano 1).
Gli altri sono rimasti ma poco dopo è arrivata la guardia costiera di antigua alla ricerca di Fausto, che è scappato sulla barca di Max Wolfe, il quale gli ha dato ospitalità. Alla fine li hanno beccati e hanno riportato a English Harbour entrambi gli equipaggi infetti, che ci hanno potuti raggiungere solo alla fine del viaggio dopo essere stati sottoposti a terapia intensiva.
Laura Strommer: modernissima con un equipaggio di soli uomini ballerini, probabilmente strafighi ma io non usavo gli occhiali e non li ho visti
Marcobarbara che quest’anno per emulare lo skipper di Eolo ha deciso di aprire una pizzeria galleggiante e quindi ha passato mezzo viaggio a fare il pane.
La dottoressa Giò, uno skipper romano con il suo equipaggio che praticamente o si facevano di acido oppure non si capisce perché a qualunque ora dl giorno e delle notte ballavano tipo anguille musica tecno. Comunque, la dottoressa Giò è stata veramente un elemento fondamentale della vacanza. Anche perché se hai un problema medico lui viene a farti una visita a domicilio sulla tua barca e, in cambio di un pacchetto di sigarette, ti porta anche degli antibiotici.
Last but not least, Andrea un uomo molto romano, molto figo che pero’ non abbiamo mai visto.
Paragrafo 2: LE TENTAZIONI DI CINO
Come si è detto abbiamo organizzato una flottiglia di numero 12 barche con l’unico obiettivo di valutare la propensione alla flottiglia del Cino e, nel caso, di aiutarlo a riscoprirne la bellezza.
IL PACCHETTO
Ricordiamoci che non c’è flottiglia velamare senza pacchetto (cfr. Pacchetto o morte di L. Strommer).
Diciamo che Cino manifestava subito una certa insofferenza nei confronti del pacchetto (“Posso mettermi a pacchetto con te?” di Fausto “NO” di Cino, “Ci attacchiamo a voi?” di Puma, “Purtroppo non c’è posto”, di Cino, tutte ed. VATTENE). Costretto da un fax del comitato etico del velamare (e, si mormora anche da alcune insistente pressioni di Carlone, uomo mondanissimo) acconsentiva in seguito a creare almeno dei mini pacchetti (cfr. “Il pacchettino di Cino” in Grandi Idee, Piccoli risultati, 2002, 13(1), pp. 135-198).
Anche in questa soluzione, comunque, il nostro rimaneva ostinatamente solitario. Aveva anche piazzato un’amaca a prua sulla quale stazionava in solitudine godendosi tramonti e buone letture accompagnandosi con un glengran e con un buon sigaro. Anche durante le occasioni mondane si è molto fatto desiderare (cfr. “Cino vieni a ballare! E’ capodanno!!!!!” di Raffa e “Cino adesso non può parlare sta cucinando” di Cristiano 1, ed. Diotibenedica, oppure “Cino come mai non sei venuto da noi?” di Raffa e “Nessuno mi ha invitato” di Cino, in Eravamo 150!).
Ma con riferimento a questo punto, alcune fonti ben informate del suo equipaggio, dichiaravano che in realtà l’unico motivo di questo isolamento era una notevole stanchezza dovuta ai molti parties cui Cino ha dovuto partecipare, spesso anche come uomo della torta, in occasione delle festività natalizie.
Un'altra interpretazione, data da un noto psicologo, è che Cino abbia completamente rimosso il fatto di essere in flottiglia (si veda al proposito "Ciao, che ci fai da queste parti?" o "Anche tu qui?" di Cino, in Sononellabarcavicinoallatua oppure "Allora, com'è andata la vancanza?" sempre di Cino, in Etudoveri?).
Ancora, un noto principe e una nota principessa del foro (cfr. "Quando è troppo è troppo" di Dona e Cristiano 2) evidenziavano alcune vistose falle nell'organizzazione dei pacchetti.
Un esempio.
(h. 12.30) MaxMaxMax a flottiglia: Allora non dovete entrare fino a che Max e Puma non hanno scelto il posto e finito l'ancoraggio.
Fatevi due bordi fuori e non rompete i c******i (h. 16.30) MaoMaoMao a Puma cambio
Puma: Attention please, the number you dialed is not connected at the moment. Try later
(h. 17.30) MaoMaoMao a Puma cambio
Puma: Attention please, the number you dialed is not connected at the moment. Try later
(h. 18.30) MaoMaoMao a Puma cambio
Puma: Attention please, the number you dialed is not connected at the moment. Try later
(h. 19.30) MaoMaoMao a Puma cambio
Puma: Viei auani Mao
Mao: Puoi parlare?
Puma: Sì scusa, avevo solo uno spaghetto nei denti e sto barbellando per il freddo, perchè ci siamo appena fatti un bagno pauraaaaaaaaaaa
Mao: non è che adesso possiamo venire anche noi? (cfr. "Si sta facendo notte" di Mao e "Vieni avanti, cretino" de I ragazzi del Velamare, ed. Il Verricello)
LA NAVIGAZIONE IN FLOTTIGLIA
Si sa che la solidarietà viene fuori in situazioni di difficoltà. Ovviamente è molto difficile immaginare che ai Caraibi, con il sole il mare ecc vengano fuori problemi di alcun tipo. Ma noi ci siamo inventati una serie di soluzioni.
Innanzitutto, si è deciso di fare un passaggio in un canale con l’acqua che praticamente arrivava alle mie ginocchia. Questo canale si trova tra due ponti che si aprono solo una volta al giorno, alle 4 di mattina.
Per stimolare il senso di solidarietà è opportuno che qualcuno si incagli (cfr. “Ghepensimi” e “Se la boa è rossa e devi tenerla a sinistra, è un’idea non andare a destra” entrambi di Tone, ed IL PONTE).
Se questo accade, è ottimo non allentare mai la tensione per aumentare la reazione del soggetto in esame (es. “Max Max a Puma: avete 5 minuti per disincagliare il Tone, poi il ponte vi si chiude in faccia” e “Max Max da Puma: dovete VELOCIZZARVI se no rimanete qui due giorni ed è pieno di zanzare”, cap 2 di Messaggi distensivi).
REAZIONE DI CINO ALLA PROVOCAZIONE: ZERO
Un’altra buona idea è quella di scegliere dei viaggi in cui ci siano almeno dalle 4 alle 5 traversate di 8 ore, possibilmente con il vento che vi arriva sul naso in modo che i deboli di stomaco abbiano un qualche problema oggettivo. Le reazioni dei soggetti in esame non sempre sono prevedibili.
Esempio 1.
Max Max Max a flottiglia flottiglia flottiglia cambio
Marcobarbara: Vieni avanti Max
Max: Allora, ho il serbatoio vuoto, vado a un nodo e quindi ci mettero’ 18 ore, stanno tutti male sono l’unico operativo, propongo di non proseguire, il cielo mi sembra orrendo, il mare è terribile tornerei indietro
Marcobarbara: anche io vado piano, direi un nodo, no, forse un nodo virgola sei, anzi forse virgola cinque, stiamo tutti male anche noi, cioè forse stanno male direi il 78.6% dell’equipaggio, anche perché da noi sto facendo il pane, quindi io non posso timonare perché sto impastando. Anche io forse tornerei indietro anche perché ho finito la farina
CINO: allora, io sono davanti, qui è bellissimo, il vento poi qui è piu’ forte e quindi spiana il mare che è una bellezza anche da noi qualcuno sta male però bisogna fare qualche sacrificio per godersi il bello che arriva (cfr. “L’etica cattolica del dolore” di Cino, ed. Paoline)
Puma: propongo di decidere dopo il bollettino meteo
Marcobarbara: OK
Laura: OK
Max: OK
CINO: Noi andiamo avanti, vorremmo sapere chi viene con noi e chi invece torna indietro (cfr. “Chifadasèfapertre” di Cino)
Esempio 2.
Fausto fausto a flottiglia flottiglia: Mi si è rotto il timone cambio. Laura ti vedo vicina a me, vieni a darmi una mano?
Laura: Fausto adesso non posso. Mi si è rotta la randa. Sto facendo da randa io ma intanto devo timonare con un alluce e quindi non ce la faccio.
Stefi stefi a flottiglia: qualcuno ha un ago che mi sé rotta la vestaglia di dolcegggabbbana?
Puma: Stefania: poi ti prestiamo la singer (Orlando).
Fausto: Arrivo ad aiutarti
Nicola: No scusa Puma tanto che sei lì guarda che mi si è rotto un motore e la drizza della randa si è attorcigliata intorno all’albero (cfr. “Ma come c****o hai fatto?” di Puma e “Donne e motori” di Nicola)
Gio: Fausto arrivo io, ops no scusa si è rotto il timone anche a me cambio
Raffa raffa a flottiglia: qualcuno ha un balsamo districante per capelli cambio? (cfr. “sembro laionelrici” di Raffa, collana Il capello, ed. Metamorfosi)
CINO: Ci sono problemi, domanda? (cfr. e.g. “vulevucusceavecmua, domanda” di Cino)
Coro: Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
CINO: Allora vi aiuto subito dicendo che io sono già arrivato e che qui è bellissimo ma non si può fare il pacchetto
REAZIONE DI CINO ALLA PROVOCAZIONE: ZERO
Con riferimento a questo tipo di esperimenti, alcuni sociologi hanno fatto notare che forse c'è stato un problema nella loro definizione. Infatti, nelle comunicazioni radio, quando qualcuno rispondeva a Cino, non si preoccupava di esplicitare chiaramente se stava facendo una domanda o se stava dando una risposta (si veda, e.g. "Ci sono problemi domanda e ci sono problemi risposta", forthcoming in Misunderstanding, 2004).
Inoltre, in questo caso la situazione ci è sfuggita di mano, perché le traversate erano davvero impegnative. Ma… niente paura! Gli skipper velamare sanno come tenere alto il morale degli equipaggi anche nei momenti di difficoltà
Esempio 1.
Laura: laura laura a tone cambio.
(membro dell’equipaggio di) Tone: vieni avanti laura
Laura: ascolta vedo che state ammainando randa quindi deduco che avete qualche problema serio, sicuramente vi si è rotta la randa. Vedo che Marco sta venendo verso di voi per aiutarvi. Resistete spero ne usciate vivi, adesso arriviamo anche noi
(membro dell’equipaggio di) Tone: mah scusa stavo dormendo, prima di andare a picco salgo a salutare l’equipaggio
Laura: occhei, addio
(membro dell’equipaggio di) Tone: laura abbiamo solo deciso di andare a motore.
Esempio 2.
Laura: Laura Laura a Marcobarbara cambio
Marcobarbara: vieni avanti laura cambio
Laura: Allora Marco, ho perso di vista il Tone, sono molto preoccupata cambio
Marcobarbara: Ascolta, mi sembrava che fosse davanti a te
Laura: Acc, Niente, troppo tardi l’ho visto, vedo la prua di una barca affiorare dal rif, è colato a picco
Marcobarbara: No, Laura, quello è un relitto.
Esempio 3.
(tratto da 1 grado di separazione):
Laura: Laura Laura ad Andrea over
Andrea: cosa vuol dire over cambio
Laura: vuol dire cambio over
Andrea: non ho capito comunque fa niente
Laura: ascolta andrea vorrei capire, probabilmente vi si è rotto il gps oppure avete incrociato una balena perché ti vedo andare completamente fuori rotta
Andrea: non lo so, mi sembra che il gps funzioni comunque io sto andando a 186 e tu?
Laura: a 185 niente, allora tutto ok. OVEEEEEEEER!!
(cfr. “Ci fossero stati col Titanic!!”, ed. Survive)
Concludendo: i nostri skipper sono stati mitici, come sempre. Lo sforzo profuso nella missione descritta è stato immane, ma noi non ci lamentiamo.
Anche se Cino appare ancora piuttosto recalcitrante alla comunidad non disperiamo di poterlo redimere con le impennate di buonumore di skipper e equipaggi di questo livello.
Cino: imparerai ad amarci!!
Ma prima di concludere, con il consueto spirito che distingue velamarestories, passiamo a descrivervi:
Paragrafo 3. PROVATI X VOI: Catamarano e Caraibi
Il catamarano è fatto da due barche a vela unite tra di loro (infatti viene anche chiamato bi-scafo), ma non è che ognuna ha la sua vela, c’è un’unica vela al centro, ma è nascosta dal pergolato di vite americana che tipicamente sovrasta il pozzetto.
Questo significa che quando devi cazzare o lascare non vedi assolutamente nulla e non puoi capire se stai facendo bene o male. Il fiocco non lo vedi neanche quello.
La cosa è splendida perché in questo modo se tu sei al uinch con la tua maniglia non devi stare a romperti i c***i cercando di capire quando va bene, e se il solito rompipalle del fiocco punge si nega o sta andando di corpo, perché te lo deve dire lo skipper.
Il catamarano ha due timoni, ma tanto è inutile perché chi è al timone non vede assolutamente il lato opposto. Questo rende divertente ogni manovra, anche la più semplice, perché non sai mai come va a finire (cfr. “Reeeeeeeeeeeeeeeeeeeeetro” di Matrociulo e “Troppo tardi” di Raffa oppure “Come si arricciano i baffi del catamarano” di Mao e Nicola)
Il catamarano è molto comodo, davvero non ti sembra quasi nemmeno di essere in barca a vela. Io lo preferisco di brutto alla barca a vela e comincio a capire perché mi hanno segata al navcost.
Purtroppo, come accennavo sopra anche nel catamarano devi lascare e cazzare. E a volte ti sembra quasi che, essendo il catamarano trooooooooooooppo comodo, tutte le accortezze che usi in barca a vela possano essere dimenticate.
Ad esempio, mentre stai cazzando la randa e c’è una seduta proprio vicina a te, assicurati che non abbia un pareo con perline perché può capitare di tritarglielo.
Stessa cosa, se devi lascare il fiocco e c’è una (ndr sempre la stessa) che sta prendendo il sole esattamente su quel lato non pensare che dato che sei su un catamarano 450 frustate di scotta possano arrecarle meno dolore di quanto non capiti in barca a vela.
Comunque il nostro catamarano era il piu’ comodo di tutti, figurati che quando il Puma decideva di togliere la randa, la randa crollava giù da sola e si disponeva ordinatamente nel suo porta-randa.
Gli spazi comuni nel cata sono molto ampi e soprattutto stabili, quindi anche se c’è una bufera tu puoi stare tranquillamente in dinette a chiacchierare e a leggerti un buon libro (libro cult della nostra vacanza, talora declamato ad alta voce nei suoi passi più spinti “Cento colpi…. Di spazzola” di Melissa P., purtroppo mal interpretato da alcuni, cfr. “C’è colpo e colpo, Orlando!!!” di Raffa dopo una mazzata in piena fronte).
Alla dinette si accede tipicamente da una porta a vetri piuttosto insidiosa, sulla quale un’analisi attenta può rivelare resti di calotte craniche e di fronti di tutti i membri degli equipaggi che sono stati sul catamarano fin dalla sua costruzione.
Essendo la dinette arieggiata, dal secondo giorno in poi la gente comincia a fumare (qualunque cosa e spezia) in dinette. La nostra dinette alla fine aveva un profumo di c****a, ma un profumo che ti sentivi proprio al velamare!!!
Gli interni del catamarano sono molto curati, e i bagni sono dotati addirittura di porte scorrevoli, a volte un po’ difficili da manovrare. Se avete difficoltà potete fare come facevamo noi nel nostro equipaggio. Per uscire dal bagno, la porta veniva divelta.
Il bello del catamarano è che non sei mai solo.
Basta un niente e ti ritrovi con il pozzetto invaso da soggetti trasformati in anguille che si agitano in maniera più o meno sinuosa. A volte, basta una frase ingenua a scatenare delle feste con 150 (non)invitati (si veda al riguardo “Ci facciamo un ape? Vai!!! Ehi qualcuno ha un coltello per affettare il salame?” di Mastrociulo oppure "L’Ale sta dormendo: andiamo da noi per un pane e nutella?” di Raffa e ancora “Come trasformare un catamarano in un sottomarino” di Raffa oppure “Gli effetti anomali di Pupo su una flottiglia” di Ale, e “Guarda quel catamarano con 5 gradini in acqua. Uah Uah è il tuo! No è il mio” di Puma di cui ricordiamo anche “L’equipaggio abbandonato e le insidie del brain-breaking”, ed. FOLLA)
Se in barca a vela ami la prua e ne sfrutti le potenzialità in fase di broccolamento, il catamarano ti darà delle grandi soddisfazioni.
I due scafi del catamarano sono infatti uniti da una rete su cui si può stare addirittura in 3.
In realtà questo è quello che dicono i proprietari, perché test clinici hanno dimostrato che la rete di un catamarano può accogliere fino alle 25 persone.
La rete del catamarano è sfruttata soprattutto nelle ore notturne. Problemi di sovraffollamento possono qualche volta rendere necessario instaurare sistemi di rotazione (vedi “C’ero prima io” di Orlando e “Non credo” di Chiarina e, nel vademecum essenziale dell'istruttore velamare, Noi, i ragazzi del velamare” cap. 3 "La gestione della rete: sistemi di rotazione giornaliera per la gestione dell'attività sessuale in flottiglia”).
Il problema è che se sei in una flottiglia con barche a vela la rete del tuo catamarano attrarrà in modo irresistibile (come non capirli) anche membri di altri equipaggi, e, dato che si sa, la vela è solidarietà, conviene tener esplicitamente conto di questo fattore nella definizione dei turni (si veda “Usucapione o appropriazione indebita?” di Nathalie oppure “Possofarmiunafotosullarete” di Chiunque).
E il mare direte voi? E i caraibi?
Belli, bellissimi, peccato che li abbiamo visti con un vento a 30 nodi, per cui invece del panorama davanti avevamo dei muri d’acqua. Soprattutto, invece delle 350 spiagge di Antigua, ricorderemo i 480 arcobaleni (seguiti a pioggia torrenziale) di Antigua, ma si sa, chi si accontenta gode.
E adesso vi saluto che mi parte il pullman per le Maldive!!!
A presto amici, con nuove mirabolanti avventure di VELAMARESTORIEEEEEEEEEEES
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RINGRAZIAMENTI.
Per i vestiti della Raffa si ringraziano
Giorgione (Armani), Roccuzzo (Barocco) e Pra (da).
Un sentito ringraziamento anche all'ufficio cambi di Rocco Barocco per la tempestiva sostituzione dei tacchi delle scarpe sbananatisi sulla spiaggia di Barbuda. La sera di Capodanno la Raffa indossava una creazione originale e creata appositamente per lei da Robbie (Cavalli). Si vieta la riproduzione in alcun modo (poster, foto, stoffa) della pantera in bocca al pitone avvitata sui fianchi della suddetta. Anche la riproduzione del profilo con perline o svaroschi sarà perseguita. Verranno considerate riproduzioni anche le eventuali miniaturizzazioni del disegno che si rendessero necessarie per adattare lo stesso ad una piccola/media corporatura.
Si ringrazia Robbie (uilliams) per aver cantato per noi dal vivo sulla rete del catamarano e Carmen Russo per il testo ("L'isola dei formosi") inviato a Barbuda per posta celere.
Per i vestiti della Dona si ringraziano Prada e D&G e Miss Sixty e PennyBlack Accessori di Gucci, scarpe di Prada e Sergio Rossi. La sera di Capodanno la Dona indossava un vestito di Giorgio Armani. Si ringrazia Damiani per aver offerto i diamanti delle decorazioni sulla scollatura, per la scollatura si ringrazia la mamma della Dona.
Per i vestiti della Stefi si ringraziano la pensione Gianna, e lo staff di DIOR per la trup di sarte inviate a Barbuda la sera di Capodanno.
Il Puma è pregato di restituire il cappellino tigrato pandan con le scarpe indossato da Stefi la sera di Capodanno.
Per il vestito in latex di Capodanno della AcidaEster si ringrazia lo stilista emergente Frus Tino.
Per i vestiti del Puma non si ringrazia nessuno, anzi: cambia stilistaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
Per le conversazioni sul catamarano del Puma si ringraziano Vilfredo Pareto, Sciopenauer, Nice, Aideggher, Sartr e tutti gli altri che adesso non abbiamo tempo di menzionare. Un ringraziamento sentito alla sora Lella e a Platinet
Per acquistare la videocassetta della vacanza, contattare Orlando (astenersi perditempo e buontemponi)
Per qualunque commento e qualunque denuncia di molestia subita durante la vacanza, scrivere a "Dillo a Raf-fika" o a "Dillo con un rutto".
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