KOH PHANGAN


Un taxi, un volo aereo, un’ora di traghetto, venti minuti da paura in furgone pickup su e giù da strade sterrate in un isola dove il concetto di curve a tornante non esiste e gli ingegneri stradali affrontano ogni collina di petto. E poi il bonus dello sterrato, così che dopo la stagione delle piogge le strade sono solcate da buche che sarebbe certo più corretto chiamare crepacci o canaloni.
Tutto questo divide Bangkok dal nord di Ko Pha-Ngan, dalla spiaggia alla fine del mondo.

Alla fine del nostro viaggio siamo tornati in Thailandia, sull’isola di Ko Pha-Ngan, a Hat Khom dove ci rilasseremo per quattro giorni in un bungalow a picco sulla spiaggia, senza acqua calda, con la corrente elettrica solo tra le 6 e le 11, a mezz’ora a piedi dal paese più vicino… e sarà bellissimo!
Cose da fare a Hat Khom, oltre al classicissimo binomio “leggere-prendereilsole”:
- fare una “passeggiata” di mezz’ora a piedi su strade sterrate in salita e sotto il sole più cocente del mondo fino al paese più vicino,
- fare il bagno in un mare caldo, l’acqua più calda che io abbia mai provato compresi i fiumi ed i rigagnoli della bassa pianura padana,
- stare a guardare la marea che alternativamente copre e scopre la barriera corallina di fronte alla spiaggia (con diversi corollari tra i quali i più interessanti sono: imparare a vedere i granchi color sabbia sulla sabbia concentrando lo sguardo sul movimento oppure meditare sul fatto che in questa parte del mondo paiono non esistere ne’ gabbiani ne’ altri uccelli marini tipo cormorani, pellicani, …)
Cose che ti distraggono dalla “gran vita” di Hat Khom:
- il passaggio continuo ed inarrestabile, dall’alba al tramonto, delle “long tail boat” che con i loro rumorosissimi motori fuoribordo portano bagnanti dal villaggio di Ban Chalok Lan alla spiaggia di Bottle Beach e viceversa (contromisura: chiedere a tutti se preferiscono quelle che fanno il rumore del trattore o quello che fanno il rumore delle tagliaerba)
- il pensiero della Festa della Luna Piena, il rave party più famoso del mondo che si terrà sulla spiaggia di Har Rin proprio durante questi quattro giorni (contromisura: vedere la folla di ritorno il giorno dopo e pensare che quantomeno restando nella spiaggia alla fine del mondo non vi siete procurati profondi tagli da coccio di bottiglia alle piante dei piedi, estese abrasioni a gambe e braccia da cadute in motorino sullo sterrato, cefalea e nausea post sbronza o post trip da pastiglie varie e soprattutto non avete la faccia ottusamente rincoglionita dell’italiano che ha rimorchiato una povera puttana tailandese dodicenne fasciata in canotta e pantaloncini che a stento riuscirebbe ad infilarsi il suo fratellino di sei anni).

Note finali per i viaggiatori che si sguinzaglieranno sulle nostre tracce.
Lasciate perdere Ko Samui che è una specie di Rimini di Thailandia (a meno che non vi interessi un bordello a cielo aperto stile “Piattaforma” di Houllebeq), prendete invece in considerazione Ko Tao – l’isola dello scuba diving – o la microscopica e bellissima Ko Nang Yuan (che però in agosto è fitta di italiani).
Su Ko Pha-Ngan vi sconsiglio Hat Rin dove al limite potete andarci giusto per il Full Moon Party, fatevi portare invece alle spiaggie a nord: Bottle Beach è bella ma affollatissima, a Hat Khom beach ho visto personalmente tutti e tre i “villaggi” di bungalows e non posso che raccomandarvi l’Ocean View. I bungalow sono più o meno tutti uguali ma qui la cucina è buona (occhio che hanno solo un fornello e il servizio è lentissimo) e la ragazza che lo gestisce – nickname Bovy, nome completo assolutamente impronunciabile - è veramente in gamba, simpatica ed imprenditoriale. E’ destinata tra qualche decennio a diventare Presidente del Consiglio della Thailandia cantando l’inno “Folza Thailandia, pel fale e pel clesceleee”.

Un saluto a Monica e Pierfrancesco, veramente ginnici nel decidere le loro destinazioni in vacanza.

 

Bangkok - Bangkok Fa

Cambogia - Cambogia Fa

Viet Nam - Viet Nam Fa

Koh Phangan

Pagina principale