FINALMENTE...
PER VOI, OGGI, SENATUS POPULUSQUE MOVIDENSIS, UNA PARTE DEDICATA AL SAPERE, ALLA CULTURA, UNA PARTE UMANISTA, FILOLOGA, PER AGGIORNARVI, PER ARRICCHIRE LE VOSTRE CONVERSAZIONI, PER STUPIRE ED ESSERE CONSIDERATI "UN PASSO AVANTI", ANZI, "NIMIUS PASSUS PERGE".
PRIMA PUNTATA - EDIPO
C'era una volta, nella lontana Tebe, il re Laio e sua moglie Giocasta. Erano felici e contenti, indurzavano allegramente sul loro triclinio e bevevano e se la divertivano. Un bel giorno, a furia di indurzare (dal greco undourzw, paradigma undurzais endurzon dedurza) Giocasta rimase incinta. Erano tutti contenti quando nacque il piccolo bimbo, solo che mentre se lo stavano spupazzando arrivò un indovino che disse "Guardate che questo bimbo vi porterà disgrazia e sfortuna, ucciderà suo padre e si congiungerà a sua madre - con rispetto parlando". Allorché Laio cominciò a grattarsi le parti basse. E tanto grattò e tanto grattarono anche tutti i sudditi che venne deciso che il bimbo sarebbe stato buttato giù dal monte Citerone (che assomiglia un po' al monte Conero ma con un po' più rovi) con i piedi perforati da aculei e legati insieme in modo molto stretto, affinché non ci fosse speranza per l'infante (il Telefono Azzurro nacque pressappoco in quell'epoca).
Il bimbo venne consegnato a un pastore, il quale però non aveva nessuna intenzione di buttare un neonato giù da un monte (opinione condivisibile) così lo regalò ad un altro pastore (l'adozione illegale nacque pressappoco in quell'epoca), il quale lo regalò a Polibio, re di Corinto, che non poteva avere bimbi suoi. E così inizia la storia di Edipo.
Un bel giorno arrivò da Edipo, che nel frattempo aveva già preso la patente del carretto, l'oracolo di Febo, ripetendo che avrebbe ucciso suo padre e avrebbe fatto cose turpi con sua madre etc etc. A quel punto anche Polibio cominciò a grattarsi, e tutti i corinzi a grattarsi con lui. Detto fatto Edipo disse
"Se continuate a grattarvi quando passo, o corinzi, io me ne vado! Mi avete scassato le palle, voi e quel menagramo dell'oracolo di Febo che poteva farsi anche du fili di cazzi suoi" E se ne andò all'estero a fare un master.
Sulla strada per andare a fare il master incontrò un altro carretto. In realtà Edipo aveva ragione, perché veniva da destra, ma l'altro carretto gli tagliò la strada. Su quel carretto c'era Laio
- Edipo: "Ma chi ti ha dato la patente?"
- Laio: "Taci sfigato! Qui passo io perché sono più bello di te!"
- Edipo: "Scendi da quel carretto che ti faccio un culo così!"
- Laio: "Ah, si? Vuoi botte?"
E fu così che si gettarono in una rissa accanitissima, fino a che Edipo per sbaglio gli tagliò la testa. Però a quei tempi usava così, e Edipo se ne andò per la sua strada senza nemmeno passare dalla questura.
Gira che ti gira, dopo avere seguito una comunità hippy e avere scoperto le gioie del fumo degli Dei e dopo avere fatto il cameriere e il ragazzo alla pari, arrivò a Tebe. A Tebe a quel tempo c'era un personaggio un po' molesto, la Sfinge (che prima caga e dopo spinge), che si aggirava nottetempo rompendo le palle a tutti con il suo enigma "Qual'è quell'animale che prima ha 4 zampe poi 2 poi 3?". In realtà ai tebani non fregava niente di quale fosse tale animale, solo che la Sfinge non faceva dormire nessuno, e dopo un paio di mesi erano tutti nervosissimi, non riuscivano a trombare perché si distraevano e lavoravano pure male.
Edipo però che era intelligente risolse subito l'enigma: "è evidente!! E' l'uomo, che prima gattona, poi cammina normale e da vecchio usa il bastone!" Allorché la Sfinge ci rimase malissimo, e se ne andò ad Atene dove era risaputo che erano tutti un po' tardi.
Per la gioia della pace ritrovata, i Tebani elessero Edipo a loro Re, facendolo maritare con la povera Giocasta, che in realtà non era neanche più sta gran bellezza, ma evidentemente Edipo non stava a guarda' er capello, perché alla fine ebbero 4 figli.
Ad un certo punto però arrivò la peste. Stavano tutti male a Tebe, uno scenario inquietante, peggio della SARS, nessuno usciva più di casa, avevano tutti male alla panza, nessuno lavorava più, il PIL diminuiva, l'inflazione aumentava, insomma, un casino. Edipo quindi che era il re e sentiva una certa responsabilità mandò Creonte, il fratello di Giocasta, all'oracolo di Delfo per sapere cosa consigliava il Dio Apollo. Al ritorno Creonte disse che la peste era la punizione degli Dei perché qualcuno a Tebe aveva ucciso suo padre e si era unito con sua madre etc etc. Edipo si scandalizzò di brutto
"Ma chi è sto porco maiale maniaco zozzone??? Portatemelo che gli faccio un mazzo tanto e poi lo caccio via a calci!"
A quel punto arrivò il vecchio indovino Tiresia che disse
"Edipo, non vorrei offenderti... ma guarda che tale nefando soggetto sei proprio tu."
"Tiresia, sei solo invidioso perché io ho gli addominali molto più scolpiti dei tuoi, e le mie tuniche sono tutte di gucci!"
"Edipo, ricorda l'oracolo di Febo... e parla con tua moglie... Tra parentesi, le tue tuniche di gucci sono veramente tamarre, e si usavano due anni fa... adesso si usano quelle di prada, e gli addominali ti si vedono perché sei andato da Ippocrate a farti la liposuzione!"
Allorché Edipo si incazzò come una bestia e cacciò via Tiresia e pure Creonte che secondo lui aveva messo in giro la voce della liposuzione. Dopo andò da Giocasta
- Edipo: amor mio, secondo te è così evidente che ho fatto la liposuzione? Ah, a proposito... ma sai che oggi Tiresia mi ha detto che tu sei mia madre??
- Giocasta: nooo non si vede... sei naturalissimo! Io?? Tua madre?? Maffigurati... e poi mica sei stato tu a uccidere Laio a un incrocio..
- Edipo: in effetti una volta ho tagliato la testa a uno a un incrocio...
- Giocasta: Eeeee... sai quanta gente si scanna agli incroci, col traffico che c'è! Mi avevano fatto la predizione ma era solo perché l'indovino voleva farsi pagare il pernottamento...
- Edipo: in realtà anche a me l'hanno fatta, ma tu pensa... che coincidenza
A quel punto Edipo e Giocasta si guardarono con terrore. Chiamarono in fretta e furia il pastore che doveva far fuori Edipo bambino, che in un confronto all'americana decretò che era Edipo il bambino, e sempre Edipo fu colui che uccise Laio.
A questo punto Edipo pensò "e 'mmo so' cazzi miei!" (In realtà disse anche "Porco Apollo!!! Zeus cane!!! Era bucaiola!!!" ma questo ci è stato tramandato per vie non ufficiali.)
Giocasta si impiccò alla tenda della doccia, mentre Edipo prese una borchia della borsa di Versace e si cavò gli occhi, andandosene tapino da Tebe ricoperto solo da un lenzuolo come un mendicante, e si mise a suonare la fisarmonica nei ristoranti di Positano per guadagnarsi il pane.
(Qui è riportata la versione sofoclea, la versione omerica invece prevede una lunga vita a Giocasta alla facciaccia di Edipo, che non si acceca ma se ne va via lo stesso)
In realtà c'è un seguito (Edipo a Colono), ma ve lo racconterò la prossima volta.
- Edipo - Etimologia
- - Colui che ha i piedi gonfi
- - Colui che vide i piedi (che risolse l'enigma dei piedi, da oida pous)
- - Colui che non vede più
Nel nome di Edipo si intrecciano "occhi", (intesi come acume, intelligenza, ma anche consapevolezza, conoscenza) e piedi (intesi come fatica, cammino, catarsi). Secondo alcuni tutte e tre queste interpretazioni sono corrette, altri propendono per la prima. A me personalmente non me ne frega niente.
Morale 1: la felicità dell'uomo, a volte, può essere solo un'illusione
Morale 2: Edipo è sì una bella storia, ma magari da non raccontare ai bambini prima di addormentarsi