CAMBOGIA
8 Agosto - Siem Reap
Siamo atterrati in un aeroporto che è poco di più di una grande baracca. La pista di atterraggio assomiglia alla strada che porta da Castelleone a Montodine ma senza curve. Atterrano ogni giorno due voli da Bangkok e uno da Phnom Penh. Esistono anche dei charter locali e qualche elicottero, ma credo che li usino solo delle persone che fanno uso di droghe pesanti o dei potenziali suicidi.
Abbiamo impiegato anche qui un'oretta buona per farci fare il visto. L'etnia khmer costituisce il 95% della popolazione. Il Khmer è anche la lingua parlata e il tipo di scrittura. La Cambogia ha conosciuto un tempo di splendore immenso dal IX secolo al XV, il cosiddetto periodo Angkoriano, durante il quale sono stati costruiti i templi che costituiscono uno dei siti archeologici più interessanti del mondo. Dopo il declino dell'impero di Angkor è stata invasa dai thailandesi e dai vietnamiti e successivamente dai francesi. Nel 1953 diventa una monarchia.
La Cambogia è tuttora una monarchia, ma la storia di questo paese è drammatica e spesso misconosciuta. Nell'Aprile del 1975 un uomo di nome Saloth Sar - conosciuto al mondo come Pol Pot - a capo dei guerriglieri Khmer Rossi occupava la capitale Phnom Penh, gettando le basi per una dittatura maoista estrema che sarebbe durata 3 anni, 8 mesi e 21 giorni. Un quarto della popolazione cambogiana (3 milioni di persone) non ha vissuto abbastanza per vedere la fine di questo incubo. Per "tagliare i ponti con il passato" i Khmer rossi hanno ucciso tutti i depositari della cultura tradizionale khmer, musicisti, danzatori, insegnanti, artisti, scrittori, letterati, e ancora - medici, avvocati, ingegneri. Tutti coloro che non potevano essere considerati "povera gente" venivano uccisi con un colpo in testa, a volte anche con delle pietre per risparmiare i proiettili. Sono state chiuse tutte le industrie, gli uffici, le imprese, e la popolazione rimasta è stata deportata nelle campagne, dove venivano fatti lavorare come schiavi 15 ore al giorno, alimentati con un po' di riso e quattro calci in culo. La famiglia era considerata illegale: in pratica, se uno mangiava con la propria moglie, poteva essere ucciso all'istante, perché l'"organizzazione", l'Angkar, doveva essere l'unica vera istituzione. I bambini di 10 anni venivano messi a capo dei commando, perché i khmer rossi erano convinti che solo i bambini avessero una mente sufficientemente candida per diventare la nuova generazione di khmer rossi. Le varie fazioni di khmer rossi si ammazzavano tra di loro, e con questi anche il resto delle persone che abitavano le comuni. Nel 1979 i vietnamiti (che già peraltro avevano i loro cazzi) hanno occupato la capitale, restituendo ai cambogiani rimasti la libertà. I khmer rossi si sono ritirati nella giungla dando inizio a quasi vent'anni di guerriglia. In questi vent'anni hanno minato il territorio, ucciso gente che non c'entrava niente (tra cui anche turisti occidentali), boicottato le elezioni, fatto un casino via l'altro fino a quando le nazioni unite sono intervenute ristrutturando la monarchia e restituendo il trono al vecchio re Sihanouk. Ad oggi il governo non è che un fantoccio dell'ONU, ma va molto meglio così. I cambogiani vedono ora la pace dopo quasi trent'anni, e ci tengono talmente tanto da non desiderare nemmeno che i vecchi capi khmer rossi vengano processati, nel timore di nuove ritorsioni. Nel frattempo Pol Pot è morto di cause naturali nel 1998.
In tutto questo, il mondo è rimasto a guardare. Gli americani hanno giusto buttato un paio di bombe qua e la, convinti che ci fossero alcuni vietcong nascosti da qualche parte vicino al confine. Tutto qui.
L'impatto con la Cambogia è molto forte. La povertà e l'arretratezza sono evidentissime, anche se a Siem Reap - un posto molto turistico - si vedono un sacco di cantieri, case, alberghi e strade in costruzione.
Il nostro tassista, Legn, che diventerà papà tra un mese, ci ha accompagnato per due giorni alla scoperta della Cambogia occidentale. In tutti i luoghi che abbiamo visitato ha socializzato di brutto con tutti e ha toccato il culo a tutte le donne. Un gioviale, insomma. Per due giorni interi del suo tempo ci ha chiesto 30 dollari. Noi gliene abbiamo dati 50, sentendoci due merde.
Nel pomeriggio abbiamo visitato il villaggio galleggiante, un villaggio costruito sul fiume Tonlé Sap, che durante la stagione secca si sposta interamente sul lago. C'è il supermercato galleggiante, la scuola, la chiesa, il dentista, l'allevamento di coccodrilli...
il porcile galleggiante
e la sala da biliardo (quando passa una barca che fa l'onda però devono ricominciare la partita)
La nostra guesthouse è abbastanza carina, per quanto possa essere carino un posto che costa 15 € a notte in due. Qui sembra che ignorino il concetto di "doccia". Per loro la "doccia" significa un tubo appeso al muro, in pratica quando uno si fa la doccia bagna ovunque e il cesso rimane bagnato per circa un lustro.
Alla sera abbiamo vagato per la rutilante metropoli di Siem Reap che ha solo due strade asfaltate ma in compenso un sacco di bei locali per turisti con le foto di Angelina Jolie (che in Cambogia ha girato "Tomb Raider") con i vari padroni dei bar.
9 Agosto - Templi di Angkor
Oggi siamo andati a vedere i templi angkoriani. Di templi nell'area ce n'è moltissimi, alcuni molto vicini a Siem Reap, altri molto lontani. Volendo c'è archeologia da vedere per una settimana, e infatti spesso i turisti si fermano in Cambogia solo per quello. Noi siamo andati a Angkor Thom (tempio enorme),
La cosa simpatica è che qui vestono le statue sacre, un po' come si fa con le Barbie.
Ta Phrom, il tempio nella giungla. La vegetazione ha invaso le rovine, ed è stata lasciata così com'è. L'effetto è davvero impressionante.
Qui abbiamo incontrato l'omino della copertina della lonely planet, che dentro il tempio vende souvenir.
Fausto però non gradiva la copertina della lonely planet, e ha deciso di proporre una versione personalizzata.
Sulla strada che porta a Ta Phrom c'era un gruppo di musicisti tradizionali, tutti quanti mutilati dalle mine. Nonostante fossero senza braccia, senza gambe o ciechi, suonavano molto bene. Abbiamo dato loro un sacco di soldi. L'elemosina si rivelerà la voce più importante delle spese cambogiane.
L'ultimo tempio visitato è Angkor Wat. Il più bello, il più maestoso e il meglio conservato. Tutto il perimetro esterno è a bassorilievi, e mostra scene sacre, come le battaglie di Vishnu, Shiva etc etc etc, dentro si può salire su tre livelli, e il terzo ha una scala molto ripida, simbolo della difficoltà dell'uomo ad arrivare in paradiso. La vista è meravigliosa.
All'uscita dei templi siamo stati assaliti da una quantità impressionante di bimbi che vendevano di tutto, dai braccialetti ai parei alle sciarpine. Impossibile comprare da tutti, frustrantissimo dire di no. Chiedere l'elemosina è un'attività molto fiorente in Cambogia, soprattutto per i mutilati, dato che il lavoro manuale è quasi l'unica prospettiva di sostentamento per un paese così povero. Il numero di mutilati - anche nella capitale - è impressionante, e se in un adulto fa pena, nei bambini è molto doloroso. Si prevede che le mine verranno eliminate completamente dal territorio entro un periodo non inferiore a 20 anni. Nel frattempo ho avuto incubi per tutta la settimana, e anche dopo.
10 Agosto - Siem Reap - Phnom Penh
Oggi ci siamo svegliati alle 5 per prendere la motonave che da Siem Reap ci ha portato a Phnom Penh. Abbiamo fatto colazione in un posto cambogiano con caffè e latte condensato (una cosa molliccia dolcissima) mentre tutti si mangiavano zuppette di verdura con agli e cipolle terrificanti. La motonave è lunga e stretta, abbiamo avuto una paura boia che ci avessero ciulato le valigie, ogni sette minuti sbatteva contro il fondo e ci abbiamo impiegato 7 ore ad arrivare. Però ho incontrato Anh, una deliziosa bimba vietnamita adottata da una famiglia di francesi. Mi ha fatto un sacco di disegni e mi ha anche regalato dei braccialettini.
A Phnom Penh ci ha accolto una folla disumana di gente che ci voleva vendere taxi, alberghi, ristorante, tuk tuk, mamme e sorelle. Mi ha ricordato un po' Belize City, ma in confronto Belize City sembrava Porto Cervo.
Il nostro albergo - The Foreign Correspondents Club - è veramente bellissimo. Abbiamo una stanza di un certissimo livello sul lungomekong. Anche il ristorante, una veranda in stile coloniale, è bellissimo. Peccato che tutto il resto non sia il massimo. Il 75% degli abitanti di Phnom Penh non ha i servizi igienici in casa. Anche qui molte strade non sono asfaltate.
Appena arrivati siamo corsi all'ambasciata vietnamita per chiedere il visto, dato che non abbiamo fatto in tempo a farlo in Italia (in realtà abbiamo scoperto che ci serviva solo il giorno prima, e alla mia chiamata disperata l'omino dell'ambasciata Vietnamita in Italia mi ha risposto "Cosa poso fale! Lei è a Clema, io a Loma!")
Mentre tornavamo indietro il tassista ha bucato la gomma. Fa l'ha aiutato a cambiarla, e io che desideravo un riparo dal sole cocente mi sono infilata in un negozio che ho scoperto essere un'agenzia di accompagnatrici.
Alla sera siamo andati alla pizzeria "Happy Herb", dove Fa si è gustato la pizza alla marijuana (unico effetto percepibile, lo squaraus il giorno dopo).
11 Agosto - Phnom Penh
Stamattina abbiamo fatto l'errore di andare a vedere il museo del regime di Pol Pot. In realtà ne esistono due, uno è il luogo degli interrogatori, un'altro il vero e proprio campo di sterminio, "the killing fields". Noi siamo andati al luogo degli interrogatori. E' una vecchia scuola elementare, solo che se apri le aule vedi le cellette, costruite pure alla cazzo, e poi le foto dei deportati, pareti intere piene di foto di persone, compresa una di pol pot letteralmente ricoperta di insulti. E ancora, una stanza con una bacheca enorme tutta piena di teschi. Io non sono una che si impressiona, ma in quel posto non sono riuscita a starci.
Per rilassarci un attimo dopo siamo andati a fare un giro al mercato centrale, che è bello, colorato, puzzolentissimo e incasinato
Nel pomeriggio siamo andati ancora in giro, e abbiamo visto monaci buddisti, soldati nelle garitte, signore che bagnavano il prato, un elefante per la strada che camminava normalmente bello sereno, il palazzo reale (dove ormai re Sihanouk non abita più perché è andato in pensione. C'è un nuovo re che nelle foto ricorda martufello), la pagoda d'argento e un bimbo che si faceva la doccia in mezzo alla strada
12 Agosto - Phnom Pehn - Ho Chi Minh City
Stamattina abbiamo preso l'autobus delle 6.45 per Ho Chi Minh City, Vietnam.
Ci siamo fatti un meraviglioso viaggio di 7 ore accompagnati dal karaoke cambogiano (tralascio la descrizione dei video... veramente troppo trash e in quanto tali apprezzatissimi) e del suono continuo del clacson dell'autista. Non riusciamo ancora a capire se sia una manifestazione di gioia o un modo come un altro di prevaricare il prossimo.
Le strade della Cambogia si confermano strutturalmente paragonabili alla provinciale Pianengo - Pieranica