BANGKOK

 

5 Agosto - Milano Copenaghen Bangkok

Siamo arrivati alla Malpensa alle 17.30. Il nostro volo partiva più o meno alla stessa ora di quello del resto dei ragazzi della Caaasa che se ne andavano in barca in Grecia. Dato che un po' ci annoiavamo ad aspettare abbiamo pensato di prenderci un bell'aperitivo all'angolo vino-salami della zona partenze internazionali Schengen. Volevo provare a fare la zingarata dal finestrino dell'aereo verso il loro aereo ma poi ho pensato che forse loro erano seduti dall'altro lato.

Da Milano a Copenaghen abbiamo avuto una bella giostra di turbolenze che mi ha fatto probabilmente meno piacere di una visita dal dentista.

6 Agosto - Bangkok

Siamo arrivati all'aeroporto internazionale di Bangkok alle ore 14.30. Ci abbiamo messo circa un'ora a uscire dall'aeroporto. Per i paesi asiatici ci vuole il visto, e anche se te lo fanno all'arrivo, il visto è sempre qualcosa che va fatto, va atteso e va pagato. Contrariamente a quanto ci aspettavamo, il tempo a Bangkok è bello, ma non si può dire che sia fresco e asciutto. La temperatura percepita si aggira sui 45°C.

Bangkok è una delle città più moderne e affollate dell'Asia. La popolazione tocca i 6 milioni, l'alfabetizzazione è relativamente alta. Però per comunicare al tassista che il nostro albergo era il "Triple Two Silom" abbiamo impiegato mezz'ora e alla fine ci siamo fatti lasciare in un posto a caso sulla stessa via. Non è una mistificazione: spesso il nome inglese di un qualcosa originariamente scritto in Thai è incomprensibile. Però ci siamo divertiti un sacco, e anche il tassista rideva come un pazzo. La cosa bella degli asiatici è che mediamente ridono per il 75% circa delle cose che dici. A noi occidentali potrebbe sembrare una cosa stupida, ma è verosimile che loro pensino la stessa cosa.

Il nostro albergo si trova su Silom Road, zona di uffici, alberghi, banche e figate varie. E' di una bellezza sconvolgente (ho cercato attentamente qualcosa che non fosse il mega albergo da trenta piani) e ci costa 70 € al giorno in due. Il triple two silom si rivelerà il più caro di tutta la nostra vacanza.

Alla sera siamo usciti a cena e ci siamo resi conto che

1. Il governo Thailandese è in piena campagna antifumo. Non si può fumare da nessuna parte, e sui pacchetti di sigarette campeggiano foto di denti gialli, polmoni neri e altre ripugnanti combinazioni cromatiche. In realtà però l'aria di Bangkok è talmente inquinata che credo equivalga a una sigaretta al minuto. L'inquinamento di Bangkok è una cosa che si vede ad occhio nudo: ectoplasmi di smog vivono di vita propria condannando gli abitanti a girare sempre con la mascherina. Altro che SARS.

2. I Thailandesi cercano di incularti in maniera molto soft. Senza che nessuno chieda niente dicono che l'albergo è pieno, che il ristorante è chiuso/spostato e ti portano dove vogliono loro (e si beccano la commissione sul conto dei pirla che ci cadono).

Noi però eravamo al corrente di questa simpatica abitudine e siamo andati a cena dove avevamo deciso, un ristorante di pesce dove praticamente tengono i pesci vivi in vaschette, tu scegli quello che vuoi e loro te lo cucinano. Se poi in cucina effettuino degli scambi underground, non è dato sapere.

 

7 Agosto - Bangkok

Oggi ci siamo fatti un po' un'idea di questa grande città. Il contrasto tra la modernità e la fatiscenza è vivo, vibrante, come un rosso sul verde. Sotto i grattacieli si vedono i vecchietti che vendono spiedini di cose fritte, sulla facciata degli edifici più sgangherati enormi cartelloni pubblicitari, a fianco delle mercedes i tuk-tuk (delle specie di api piaggio alimentate a metano puzzolentissime).

La gente si vede che ama giocare a dama, perché per strada ci sono tavolini con le scacchiere e dei tappi di bottiglia per giocare (coca cola vs pepsi)

           

   

Abbiamo preso il battello sul delizioso fiume Mae Nam Chao Phraya (di un gradevole color maròn che il Po in confronto sembra la Polinesia) e siamo andati a vedere per prima cosa il Wat Pho, il più grande Wat (tempio buddista) di Bangkok. I Buddha sono tutti d'oro e tempestati di pietre preziose. A Napoli un Buddha qualsiasi di questi non sarebbe sopravvissuto nemmeno mezza giornata. Il Buddha sdraiato (in realtà è una raffigurazione della sua morte) è lungo 46 metri e alto 15, e sui piedi sono disegnate con castoni di madreperla una serie di scene di vita ma non mi ricordo di chi.

           

       

I monaci sono tutti rasati e vestiti di arancione. Di base non ti cagano di striscio.

Dopo il Wat Pho siamo andati a vedere un tempio questa volta animista, il Lak Meuang. In Thailandia, la religione Buddhista (in assoluto la principale), Indù e animista convivono pacificamente e spesso si intersecano. In realtà sono tre religioni immanenti (ciò che è sacro si trova nel mondo, non nel cielo). In questo caso viene venerata la colonna della città, una colonna d'oro simbolo dello spirito protettore di Bangkok. Una sorta di Sant'Ambroeus. Abbiamo anche assistito a una danza propiziatoria di una cicciona vestita di rosa. In teoria doveva essere suggestiva, io l'ho trovata un po' inascoltabile.

   

Per finire il pellegrinaggio abbiamo visitato il Palazzo Reale e il Wat Phra Kaew, composto da una serie di costruzioni, tutti luoghi di culto e tutti molto pieni di ori e pietre preziose. Abbiamo assistito al cambio della guardia con due soldati che potevano avere dai 15 ai 18 anni.

La Thailandia - l'antico Siam - è a tutti gli effetti una monarchia costituzionale (dal 1932, in precedenza monarchia assoluta) con una fortissima tradizione. Di stampo britannico, il popolo elegge democraticamente il primo ministro e il parlamento (360 deputati), mentre il re (Rama IX) e la regina Sirikit rimangono come il simbolo della nazione, la rappresentano e sono oggetto di adorazione da parte dei Thailandesi. Le foto della regina sono ovunque: ha un po' la pettinatura inquietante a casco spagnolo tipo Elisabetta seconda. Si vede che le monarchie del mondo si servono dallo stesso coiffeur.

La Thailandia è in fase di sviluppo economico fortissimo. Al contrario del resto del sud est asiatico ha resistito al colonialismo europeo, alle periodiche invasioni cinesi e alle varie terrificanti dittature. Nel 1997 il crollo delle borse asiatiche ha trascinato il "baht" (valuta locale) a un decimo del suo valore, ma successivamente l'economia ha continuato a crescere.

La povertà esiste, la prostituzione - come tutti sanno - prospera. Quello che la gente normalmente ignora è che le prostitute sono trattate come delle schiave, e che questo tipo di schiavitù costituisce per loro l'unica alternativa alla fame.

               

       

Dopo abbiamo preso un tuk tuk per andare a vedere il mercato cinese. Solo che l'omino del tuk tuk senza interpellarci più di tanto ci ha portati in un negozio che vendeva tappeti tessuti etc etc. Non ci siamo ribellati: 5 minuti del nostro tempo non sono niente in confronto con la povertà di questa gente. E poi alla fine abbiamo comprato un tappeto Bukhara che non era male per niente pagandolo un decimo che a Milano.

Alla fine l'omino recalcitrante ci ha portato al mercato cinese. Un casino bestiale, una puzza paurosa, centomila bancarelle che vendevano di tutto, anche le ruote per le macchine, un bordello disumano e una temperatura che sfiorava i 50°C. Bello favoloso interessantissimo ma dopo un quarto d'ora sentivo come la necessità di andarmene. Siamo tornati in albergo con lo skytrain, una metropolitana sopraelevata. La guida diceva che era meraviglioso guardare il panorama, peccato che il treno era ricoperto dagli adesivi-reclam (tipo i tram da noi) e quindi non si vedeva niente.

Alla sera abbia mo cenato in un ristorante veramente bello sul fiume maròn (ma era buio e il maròn meno male non si vedeva)

 

8 Agosto - Bangkok - Siem Reap

Stamattina abbiamo preso il volo delle 8.30 della Bangkok Airways per Siem Reap, Cambogia. 

 

Bangkok Fa

Cambogia - Cambogia Fa

Viet Nam - Viet Nam Fa

Koh Phangan - Koh Phangan Fa