DESERTO DI ATACAMA
Sabato 14 Agosto – Jacuzzi nel deserto
Il deserto di Atacama è ormai una destinazione turistica, ce lo ha segnalato già ieri sera il fatto che sono scafati: il passaggio in pulmino alla fine ce lo hanno fatto pagare.
Inoltre presenta un’alta densità di italiani, anzi di milanesi.
Per i primi due giorni abbiamo deciso di concederci il costoso hotel Aldea nella versione “suite con jacuzzi” e già ieri sera, alla faccia della carenza di acqua nel deserto, ci siamo sparati un bell’idromassaggio.
Sabato mattina: ho nostalgia del mare di Chiloè, qui ad Atacama cercavamo caldo e sole ma il sole non c’è; il cielo è coperto e il vento forte solleva una polvere fastidiosissima che vi finisce dappertutto. Abbiamo passato la mattinata a vedere i prezzi dei tours nel deserto ed a cercare un hotel per i prossimi giorni. L’Aldea è bello ma costoso, inoltre è lontano dal centro e con questo tempo farsi 20 minuti a piedi per cenare non è proprio piacevolissimo. Cercando gli hotel abbiamo visto 2 lama (domestici): belli! Ci tenevo molto a vederne dal vivo.
Pomeriggio che si illumina solo per l’oretta in jacuzzi: con questo tempo c’è davvero poco da fare. Non ho sonno, non ho fame, non ho voglia di niente, sono davvero noioso e molesto. Ale è meravigliosa nel sopportarmi oggi.
Parola del giorno: Palta (Avocado), però solo in Sudamerica però perché negli altri paesi di lingua spagnola si chiama Aguacate.
Piatto del giorno: Ensalada sin palta con palta, nel senso che la chiedo senza perché l’avocado non mi piace ma arriva dopo un sacco di tempo e con l’avocado dentro. Oggi non è proprio giornata.
Domenica 15 Agosto – Improvvisamente poveri
Niente da fare, San Pedro non decolla! Oggi lasciamo l’Aldea e ci trasferiamo all’hostal Chiloè (pura coincidenza) che costa meno ed è comunque onorevole.
Siamo senza soldi: dei i 2 bancomat del paese uno non funziona e l’altro prende solo Cirrus e noi su 4 carte di credito ne avevamo pure una Cirrus ma è ormai esaurita. Al costosissimo Aldea contavamo su uno sconto del 30 (trenta!) per cento per pagamento contanti ma non riusciamo a procurarci contanti quindi: salasso!
Alla fine ‘sta jacuzzi ci è costata cara…
Abbiamo comprato due tours: oggi pomeriggio andiamo a vederci il tramonto nella Valle della Luna e domani mattina (partenza alle 3:00!) ci spingeremo ai geyser di El Tatio, ad oltre 4000 metri (qui siamo già in un oasi su un altopiano a 2000).
L’escursione alla Valle della Luna è così-così. Il tempo resta coperto e ventoso, Ale è di cattivo umore fin da stamattina per la faccenda della carta di credito e durante il tour manifesta, in rigoroso ordine cronologico: difficoltà di deambulazione e respirazione nella Valle della Morte, claustrofobia nelle Grotte del Sale e vertigini al tramonto sulla duna nella Valle della Luna. Le sto vicino e sono comprensivo visto che ieri è toccato a lei subirsi le mie paturnie.
Parola del giorno: Tarjeta (Carta di Credito)
Piatto del giorno: Quesadilla, una specie di piada al formaggio
Lunedì 16 Agosto – Neve nel deserto!
Sveglia alle 3 di notte e pullmino per i geyser del Tatio!
Nel pullmino siamo tutti italiani (anzi, milanesi) e troviamo pure un’amica di Ale.
Ma se questa vi sembra sfiga state a sentire il resto…
A metà strada, verso l’alba, troviamo neve sulla strada, rigorosamente sterrata; ovviamente qui le catene non sanno nemmeno cosa siano quindi retromarcia e si torna a casa (ci rimborseranno) a forza di pulmini che vanno via di culo o si bloccano nella neve.
Colpo di grazia: la decisione della nostra guida di fare comunque colazione nella neve, con un freddo che non vi dico, per uno schifosissimo panino col formaggio ed un altrettanto schifoso caffèlatte (acqua calda, nescafè e latte in polvere). Non oso nemmeno parlarvi dei biscottini alla fragola che sputerebbe un lama.
Torniamo a San Pedro verso le 8:30 e c’è pure qualche goccia di pioggia (nel deserto!). Ci rimettiamo a dormire.
Nel pomeriggio ancora vento forte e polvere, io mi spengo in camera, Ale non si rassegna e si mette a leggere al “sole” (sic!): con questo vento si prenderà un mal di gola che la accompagnerà fino al ritorno a Milano.
Insomma, questo Atacama non ci è amico, abbiamo deciso di anticipare la partenza: domani aereo delle 10:00 anziché delle 18:00.
Per completare la beffa domattina questo caro deserto ci saluterà con una bella giornata di sole.
E vabbè, può capitare…
Piatto del giorno: nessuno
Parola del giorno: nessuna (vaffanculo è in italiano)
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