DIRETTAMENTE DA GUADALUPA, ANTIGUA E BARBUDA... SOLO PER VOI PUEBLO DE MOVIDAS...

IL GRANDE VASCELLO!

(Questa sezione è in continuo aggiornamento, sia per l'aggiunta di foto che di commenti alla fine)

IT IS NOT IMPORTANT THE SIZE OF THE BOAT, BUT THE MOTION OF THE OCEAN...

E PER UNA VALIDA ALTERNATIVA... VELAMARE STORIES BY RAF-FIKA!!!

Da sinistra a destra..

Con una foltissima capigliatura, Mastro Chulo: egli non è un essere umano bensì un mutante creato nella sede dell'FBI a Quantico incrociando Gundam con Michael Jordan. Era un casino farlo stare sul catamarano perché se si sporgeva un filo da una parte si straorzava.

Dietro di lui, Raf-Fika, personaggio chiave: una donna dall'umorismo così pungente che le zanzare chiedevano asilo politico. Con lei sono arrivati in barca anche personaggi chiave come Raffaella Carrà, Loretta Goggi, Marcella Bella, Umberto Balsamo, Pupo, Alan Sorrenti, Ivan Graziani e i ragazzi di Saranno Famosi (non molliamo maaaaaaaiiii...)

Con la camicia azzurra, Wonder Woman, una donna un fenomeno della natura: ha aggiustato tutto quello che si è rotto in tutta la flottiglia, timonava anche dopo due cuba libre e faceva le manovre in notturna senza nemmeno gli occhiali a infrarossi. E' stata avvistata in cima all'albero verso le tre del mattino, beveva una camomilla corretta rhum.

Dietro di lei, Mascarpone Latino, anche lui abile skipper e pescatore di aragoste. Pare che un suo avo sia stato citato nei Malavoglia. Abbiamo tentato un bolentino appendendo fuori lui anziché l'esca, ma ha la pessima abitudine di picchiare i pesci con mosse di full contact

Con la maglia blu, Ruttolo, donna all'apparenza gentile e carina, in realtà possiede un'anima turpe e perversa. Cuoca di bordo, è avvistabile o ai fornelli o sul tettuccio del pozzetto impegnata in danze sfrenate o a prua che parla al cellulare.

Con la maglia azzurra, Chiarina da Parma. Grande fotoreporter, pare sia riuscita a trovare interessanti soggetti come un sacchetto nero della spazzatura, il gavone con il fermo dell'ancora, il fondo del dinghi un po' zozzo e il culo del Puma.

Con gli occhiali: il Puma. Il nostro super Skipper. Egli è un uomo di grande fascino, ricco di messaggi interiori e grande intenditore di liquori. Gli occhiali non li leva mai, (molto probabilmente è geneticamente modificato: è nato così) e non capiamo ancora come faccia a vedere dove sta andando se viene la pioggia.

Con la camicia Hawaiana: Carotina. Ella è una delle credo tre o quattro donne che conosco che ha l'imbarazzante e odiosa fortuna di essere super magra ma con un davanzale di tutto rispetto. La Carotina è inossidabile: prende il sole a prua con mare forza 9. L'abbiamo legata alle sartie per non perderla.

In basso, Bimbumbam. Uomo di bellezza efebica non comune e di professione conduttore televisivo, ci ha deliziato con le sue interpretazioni: è stato eccellente nella parte di Peppino De Filippo, quando è andato in giro col dinghy per tutta la flottiglia con a bordo le aragoste urlando "Peeesce bbuoooonooo.... pesce friiiiscc'"

 

26 Dicembre 2003

Partiamo per Parigi verso le 10. Portiamo solo bagaglio a mano, in 9 abbiamo meno di 80 kg compresa una cambusa ricchissima ripartita tra le sacche a base di salame, affettati nostrani, grana padano, riso varietà vialone nano, zafferano, pasta de cecco, nutella, lenticchie e cotechino. Mascarpone Latino nella borsa ha una maglietta  e un paio di mutande e basta, ma in compenso un assortimento di prodotti siciliani (compresi i croccanti e le cassate) appena recuperati dalla mamma a Noto (SR). Per questa carenza di spazio avevamo tutti addosso le cerate... un delizioso punto di giallo in mezzo all'aeroporto... sembravamo gli addetti alla riparazione pneumatici jumbos.

Durante il viaggio ho avuto l'immenso culo di trovarmi seduta di fianco al più manzo della flottiglia, Cristiano Uno, ma purtroppo ottenebrata dal disagio di essere dentro un tubo che vola non ho saputo approfittare dell'occasione. Il massimo che sono riuscita a fare con Cristiano Uno è stato sottrargli il punch al rhum del pranzo. Che figa sarò mai?

All'arrivo a Point-a-Pitre abbiamo trovato una meravigliosa temperatura di 30°C. L'esaltazione è durata circa tre minuti, dopodiché con i vestiti di Milano abbiamo cominciato a sudare come dentro a una sauna.

Al porto abbiamo trovato le nostre barche: 12 tra catamarani e monoscafi, per un totale di 140 persone, tutti performanti e rumorosi.

A noi è toccato un catamarano Catana 411: 41 piedi, 4 cabine, 2 bagni e il Puma vagante tra dinette, rete a prua e pozzetto. Ovviamente è stato subito soprannominato "il Catania". Si chiama Bilboa II. Abbiamo sorteggiato le cabine scrivendo i nomi su pezzi di scottex e pescandoli dal colapasta. Mastro Chulo è capitato con Chiara, Mascarpone con Carotina e Bimbumbam con Raf-Fika. Io sono capitata con Wonder Woman: l'unica coppia omosessuale dell'equipaggio. Wonder in realtà si chiama Laura, e la cosa è stata commentata dall'Italia con "Meno male che 'unnè un Lauro"

   

Sul pavimento della dinette abbiamo anche un meraviglioso tambuccio che è stato subito oggetto di divertenti burle notturne (ci abbiamo messo venti minuti a capire cos'era quello strano rumore come di qualcuno che bussa)

Detto fatto siamo andati a letto, non senza prima creare un disordine entropico che è rimasto per tutta la vacanza.

27 Dicembre 2003

Oggi abbiamo sbrigato le formalità doganali, abbiamo fatto 1000 € di spesa in un supermercato che sembrava l'esselunga di Pantigliate (anzi, forse era meglio). Data l'entità della spesa ci hanno regalato anche un'agenda 2004... che regalo fantastico, che equipaggio fortunato!

Il Puma ci ha anche donato un simpatico portacenere che diventerà la mascotte del Bilboa II.

Nel pomeriggio siamo andati in un'isola vicina a Guadalupa, Les Saints. Ci siamo impacchettati e abbiamo fatto subito un aperitivo con danze disturbando tutta la rada. Abbiamo cominciato a capire il tipo di musica che ci accompagnerà durante questo viaggio

 

Io ho comunque identificato quale sarà il mio ruolo in questa barca

28 Dicembre 2003

Oggi siamo tornati al porto per recuperare gli ultimi equipaggi, abbiamo fatto acqua e gasolio. Verso sera avevamo deciso di fare un aperitivino tranquillo, così abbiamo chiesto se qualcuno aveva un coltello per tagliare il salame. Ebbene:  come per magia sul nostro catamarano sono salite credo 60 persone. Non c'era un centimetro quadro di superficie libera. I dischi trash della Raffa e i miei dischi tarri da discoteca hanno fatto il resto. Un delirio di gente che ballava, beveva (alcuni venivano direttamente con la bottiglia di coca con già dentro il rhum e se la bevevano a canna per risparmiare tempo), cantava, saltava. L'acqua arrivava al secondo gradino della scaletta! Ad un certo punto abbiamo cercato di farli scendere perché non ne potevamo più, ma quando spegnevamo la musica si accendeva un coro di "NON SCENDIAMO MAAAAAI NON SCENDIAMO MAAAAI..."

         

           

29 Dicembre 2003

Oggi è iniziato il viaggio tosto. L'isola di Guadalupa è fatta a forma di farfalla, e nel mezzo c'è un ponte che si alza e un canale che permette di passare nel mezzo senza circumnavigare l'isola che non è propriamente piccola. Solo che essendo il ponte in realtà l'autostrada principale, si apre solo alle 4 del mattino. Oltretutto bisogna essere pronti e scattanti, perché l'omino addetto dopo un po' si stufa, chiude e se ne va a casa.  Benissimo. Alle 2 tutti in piedi alle prese con manovre frenetiche. Il passaggio del ponte è stato semplice, ma dopo due metri la barca di Tone si è incagliata, oltretutto i ponti erano due e rischiavamo di rimanere chiusi nel canale fino alle 4 del giorno dopo. L'abbiamo tirato fuori e ci siamo avviati. L'alba è stata spettacolare: eravamo gli ultimi e davanti a noi 11 barche in fila indiana nella luce rosa e con intorno il canale calmo e tranquillo. Noi fuori tutti in pigiamino a goderci lo spettacolo (che freddo!)

           

Subito dopo il canale però lo spettacolo è cambiato radicalmente, il mare si è fatto grosso, e più ci allontanavamo da Guadalupa verso Antigua (47 miglia) più si faceva minaccioso. Ad un certo punto ci siamo trovati con il vento in faccia, onde di due-tre metri e puntati dritti verso un ammasso di nuvole nere come il carbone. Quando hanno cominciato a volare le bottiglie sono stata catturata da una certa inquietudine.

       

La traversata è stata un incubo: facevamo a malapena 4-5 nodi, un vento e un'acqua mostruosi e onde da 2 a 3 metri. La radio VHF mandava segnali tremendi del tipo

"siamo solo due operativi"

"torniamo indietro perché qui ci sono 5 che vomitano"

"non posso parlare alla radio perché ci sono solo io operativo"

"torniamo indietro????"

Alla fine sono passati vicino a noi dei romani, peraltro assolutamente sconosciuti, che ci hanno detto via radio "noi nun sapemo che cce sta più 'n là, ma er nostro consijo è dde anna' avantiiii!! Resisteteeee"

Abbiamo dato retta ai romani. La traversata è durata 7 ore. La barca di Laura ha rotto la randa, Tone ha rotto il motore, Faggio ha rotto il timone, Nicola ha rotto randa e uno dei due motori ed ha proseguito solo con il fiocco e 2 persone su 3 in flottiglia hanno capito fin dentro l'anima cosa significa avere mal di mare. Sul Bilboa II nessuno è stato male, anzi, ci siamo anche divertiti e dopo un po' alcuni hanno dato perfino segni di grande iperattività.

   

Siamo arrivati ad English Harbour, il porto più a sud di Antigua, che sembravamo una flottiglia della croce rossa.

 

30 Dicembre 2003

Oggi abbiamo fatto rotta verso Green Island, nella parte nord di Antigua. Posto bellissimo. Antigua è piuttosto montuosa, ed è rinomata per avere 365 spiagge, praticamente una per ogni giorno dell'anno. A noi non passa nemmeno nell'anticamera del cervello di farcele tutte, ci limitiamo con classe a prenderne atto e a scegliere quella più vicina a Barbuda. Se non altro questa traversata più tranquilla e soleggiata ci ha permesso lezioni di aerobica e funky sul tetto.

           

Antigua e Barbuda costituiscono uno stato a se. Ex protettorato britannico è tenuto meglio delle isole francesi, l'architettura è prevalentemente coloniale e piuttosto piacevole. La dolente nota: i prezzi sono tre volte quelli di guadalupa.

           

           

31 Dicembre 2003

Oggi abbiamo affrontato la traversata per Barbuda (25 miglia). Non è stato terribile ma comunque, nonostante il sole, il vento è stato sempre molto forte (fino a 30 nodi) e le onde lunghe ma anche formate. Siamo arrivati a Barbuda annichiliti dalla bellezza del posto. A me ricorda Los Roques ma con molta più vegetazione. In pratica, tutta l'isola è completamente circondata da una spiaggia rosa deserta bellissima. Le uniche strutture sono il resort di Krizia (un bel posticino di quelli economici) e pochi altri. Al centro c'è una laguna, e su questa laguna affaccia la capitale, Codrington, che ha all'incirca le dimensioni di Castelleone. Passiamo la giornata davanti a una spiaggia meravigliosa, Cocoa Beach. Non c'è un'anima viva tranne noi. Alcuni sono rimasti ad Antigua a causa dei vari guasti, stress e vomitamenti, ma lo zoccolo duro ha compensato i vuoti. Alla sera ci siamo messi a pacchetto e abbiamo festeggiato due capodanni: quello italiano e quello locale, e abbiamo passato la nottata ovviamente tutti storti. Io ho anche avuto un bel momento intimista con Wonder... a mezzanotte ci siamo messe a guardare i fuochi d'artificio e a pensare ai cazzi nostri. Non posso parlare dei miei propositi per l'anno nuovo, ma diciamo che c'è stato dell'ardore in quello che ho sperato.